Padova, Di Mariano: “C’era la Sampdoria, ma Biancoscudo più pronto: società e progetto importanti”
giovedì 5 Febbraio 2026 - Ore 15:49 - Autore: Staff Trivenetogoal
Di Noemi Agostini
Presentazione ufficiale di Francesco Di Mariano. Attaccate-centrocampista.
La trattativa é nata l’ultima settimana di mercato, perché non pensavo di dover andare via da Modena. Nel calcio quando ti senti messo da parte nel progetto, è così e nel mio percorso non lo volevo. C’era l’interesse anche della Samp, ma il Padova è risultato più pronto. Società e progetto importante.
Per quanto riguarda la posizione in campo io fin da piccolo sono un esterno attaccante, esterno sinistra anche se con il tempo gli esterni sono usati meno. In passato ho fatto anche il quinto. Ho caratteristiche molte offensive come la seconda punta a sinistra, ho la propensione ad attaccare, ma sarà il Mister a decidere come inserirmi.
In questi primi giorni a Padova, ho cercato di ricominciare non da 0 ma cerco di ripartire dall’organico nuovo, ho respirato in aria di una squadra che sa che deve salvarsi, ragazzi ottimi. Ho avuto sensazioni ottime.
Per quanto riguarda Modena, mi sono sentito fuori dal progetto, nonostante fossi partito molto bene. Il mister ha deciso che doveva cambiare il progetto della squadra e avere due punte strutturate e io ero penalizzato rispetto ai giocatori che c’erano in Rosa. E la mia idea é stata di non poter rimanere in una squadra in cui sarei diventato quinto o sesto attaccante. Si fanno delle scelte, perché il calcio é questo, l’ho accettato, vado avanti e sono qui con grande entusiasmo.
Posso fare qualsiasi ruolo senza problemi, conoscendo le mie caratteristiche offensive.
A Modena abbiamo preparato la partita contro Padova come una squadra ostica. Il Padova mi ha fatto un buon aspetto sull’intensità e sull’organizzazione in campo.
Mio zio non l’ho mai visto giocare dal vivo, io sono cresciuto nella sua scuola calcio e lo vedevo tutti i giorni. É sempre stata una persona riservata e con un cuore grande, mi ha insegnato l’umiltà perché é cresciuto da solo e il ricordo più bello che ho é questo, con sacrificio perseveranza e umiltà non arriverai da nessuna parte. Io l’ho vissuto più come zio che come calciatore e sono orgoglioso di essere suo nipote.
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