Vicenza, con la Pro Patria mezza squadra è vicentina: l’identità del territorio spinge la corsa alla promozione
lunedì 2 Febbraio 2026 - Ore 08:00 - Autore: Giulio Pavan
A Busto Arsizio il Vicenza ha messo in mostra non soltanto la propria superiorità tecnica, ma anche un forte senso di appartenenza e una motivazione profonda, elementi che raccontano l’identità di un club radicato nel territorio della provincia berica. Contro la Pro Patria sono infatti scesi in campo ben sei giocatori vicentini: Vescovi, Zonta, Pellizzari, Talarico, Alessio e Costa, tutti cresciuti nei settori giovanili del Lanerossi e arrivati, passo dopo passo, fino alla prima squadra biancorossa. Un dato che va oltre il semplice tabellino e che rappresenta un ponte diretto con la comunità locale, un tratto identitario forte e immediatamente percepibile dalla tifoseria. Perché a rappresentare Vicenza non è solo la maglia, ma anche uomini che portano con sé la cultura sportiva veneta, la passione per il calcio e la volontà di portare il nome della propria città il più in alto possibile. Proprio questa componente identitaria diventa una motivazione aggiuntiva, soprattutto in una stagione in cui l’obiettivo promozione richiede continuità, sacrificio e senso di responsabilità. E il quadro si completa guardando alla panchina, dove sedevano altri vicentini come Cavion, oltre ai giovani Golin e Rensi, senza dimenticare l’esordio in prima squadra di Ettore Broggian avvenuto nei mesi scorsi. Segnali chiari di un percorso coerente: il Vicenza di oggi è un simbolo di appartenenza per l’intera comunità vicentina, esattamente ciò a cui si ambiva all’inizio del progetto LR Vicenza voluto dalla famiglia Rosso otto anni fa. Un progetto che, giornata dopo giornata, continua a costruire non solo risultati, ma identità.
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