Trento, Marco Ladisa: “Qui ho trovato l’ambiente ideale per crescere. Il mio obiettivo è restare tra gli undici titolari”
giovedì 29 Gennaio 2026 - Ore 10:44 - Autore: Andrea Busetto
Il nuovo attaccante del Trento Calcio, Marco Ladisa, si racconta a “Dentro il Trento” dopo la sua prima partita da titolare in maglia gialloblù. Tra emozioni, ambizioni e ricordi del passato al Venezia, ecco l’intervista completa.
Marco, sabato hai disputato la tua prima partita da titolare con i Giallo Blu. Che partita è stata?
“Una bellissima partita, soprattutto perché abbiamo portato a casa la vittoria e i tre punti. Per me partire da titolare è stata una grandissima emozione”.
Sei soddisfatto a livello personale?
“Sì, sono soddisfatto. Riguardandola dopo ho visto che qualcosa potevo far meglio, ma essendo la prima spero che con il duro lavoro e prendendo fiducia possa andare sempre meglio”.
Che impressione hai avuto di questi primi giorni al Trento?
“Sono stati bellissimi. Mi avevano già detto che era un ambiente dove i giovani possono crescere con calma e lavorare bene. Confermo tutto: appena arrivato mi hanno integrato subito nel gruppo”.
C’era già qualcuno che conoscevi nello spogliatoio, vero?
“Sì, conoscevo Chinetti e Triacca, con cui ho giocato contro in Primavera 2. È stato bello ritrovarli, perché abbiamo fatto tutti un grande passo dalla Primavera alla Serie C”.
Arrivi dalla Primavera del Venezia e hai anche vissuto l’esperienza della Serie A. Che cosa ti ha lasciato?
“È stato bellissimo. Ho fatto quasi tre mesi di allenamenti con la prima squadra e con mister Eusebio Di Francesco, che ringrazio perché ha creduto in me anche solo convocandomi. Per un ragazzo della Primavera, che ha giocato per dieci anni nella squadra della sua città, arrivare in panchina in Serie A davanti a grandi campioni è un’emozione indescrivibile”.
Qual è il tuo punto di forza in campo?
“Secondo me puntare l’uomo. Mi considero veloce sia nelle scelte che nel dribbling, e penso che questa sia la mia qualità principale”.
Cosa ti aspetti da questa esperienza al Trento?
“Mi aspetto di crescere sia a livello personale che calcistico. Credo sia l’ambiente ideale per farlo. Con la fiducia del mister e del gruppo sono sicuro di poter ottenere buoni risultati”.
Ti senti pronto ad aiutare la squadra?
“Sì, sabato mi sono messo in gioco. Ho notato molta differenza rispetto al campionato Primavera, ma con i minuti nelle gambe e la fiducia della squadra posso contribuire alle vittorie del Trento”.
Quali obiettivi ti sei dato per questa stagione?
“Provare a fare qualche gol e qualche assist, ma l’obiettivo più importante è giocare e rimanere nell’arco degli undici titolari. Quello sarebbe il traguardo più grande”.
Che ricordo hai della tua esperienza nelle giovanili del Venezia?
“Un bellissimo ricordo, sia a livello umano che calcistico. Il momento più alto a livello giovanile è stata la finale playoff contro l’Udinese, anche se l’abbiamo persa. Ma il ricordo più bello in assoluto è la prima convocazione in Serie A: quella non la scorderò mai”.
C’è un allenatore che senti di ringraziare in particolare?
“Ce ne sono stati tanti, ma quello che ha gettato le basi del mio gioco attuale è Alessio Chiarin. Mi ha indirizzato sul dribbling e sull’uno contro uno, quindi mi sento di ringraziare soprattutto lui”.
Credi nei tuoi mezzi?
“Sì, credo in me stesso e sono molto fiducioso”.
Quanto è difficile per un giovane gestire le aspettative e la pressione?
“È difficile, soprattutto in campionati come questo. Però penso di aver trovato la piazza ideale, dove un giovane può crescere con le giuste pressioni e dimostrare in campo il meglio di sé”.
Che consiglio daresti a un bambino che sogna di diventare calciatore?
“Di impegnarsi, di divertirsi soprattutto e di giocare come meglio può. Tutto arriva con il tempo e con calma”.
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