Verona-Bologna, Zanetti: “I fischi sono meritati: chi si vuole salvare non può avere questi cali”
giovedì 15 Gennaio 2026 - Ore 21:51 - Autore: Staff Trivenetogoal
Queste le dichiarazioni di Paolo Zanetti dopo Verona-Bologna; “Non sono la persona giusta per parlare di mercato. Penso sia evidente che abbiamo bisogno di una mano. Il presidente ha dichiarato che vuole rinforzare la squadra, quindi parliamo della partita.
Analizzare questa gara mi viene semplice. Siamo partiti bene, poi c’è stato un blackout inspiegabile. Inaccettabile per una squadra che deve salvarsi. Spiegarlo è difficile anche per me.
Le nostre occasioni le abbiamo avute, anche più di loro, con la palla anche per pareggiare. La prestazione non è completamente da buttare, con in mezzo 20’ incredibili, specie dietro dove ci siamo slegati. Ci stanno mancando gli uomini e questo mi dà fastidio. Dobbiamo guardarci tutti in faccia e capire chi vuole starci e chi no.
Il campo è giudice di tutti e noi ci dobbiamo salvare con quello che siamo.
Giovane in panchina? Scelta tecnica. Lui non si discute, ma Orban e Sarr avevano fatto bene a Napoli.
Serdar nei movimenti è abbastanza sciolto, ma non riesce ad esprimersi ancora al top. Un giocatore che per noi resta importante.
Belghali stamane si è svegliato e non riusciva a camminare a causa di una distorsione alla caviglia subita nell’ultima palla in Coppa d’Africa.
Bella-Kotchap invece starà fuori tre settimane.
Da Cremona dobbiamo tornare a Verona con dei punti. Assolutamente.
Sono il primo responsabile di questa situazione, ma sono anche il primo che la vuole mettere a posto.
Nello spogliatoio li ho massacrati all’intervallo e mi hanno risposto, reagendo. La frustrazione interna è clamorosa e deve sfociare in rabbia.
I fischi sono meritati. Chi si vuole salvare, non può avere questi cali. Noi per primi dobbiamo trascinarci la gente. È inspiegabile, ripeto, avere questi cali. In questo momento ho lo stesso sentimento dei nostri tifosi.
Suslov ha iniziato a correre il 2 gennaio, bisogna poi aspettare che finiscano i sei mesi. Seguirà un mese di lavoro intenso e vediamo come reagirà a livello mentale. Non possiamo pensare però che sia lui a risolvere la situazione”
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