Triestina, una stagione senza senso e un’agonia senza fine. Vicenza-Treviso-Venezia-Padova, i quattro volti del Veneto che ride. Trento, quel rigore no, Dolomiti Bellunesi: finalmente Feltre
martedì 13 Gennaio 2026 - Ore 23:13 - Autore: Dimitri Canello
Vedere la Triestina ridotta in questo modo fa venire veramente tutta la tristezza del mondo. Il girone di ritorno, in queste condizioni, sarà un’agonia senza fine in una stagione senza senso, visto l’esodo di gennaio che porterà i migliori giocatori ad accasarsi altrove. Giorni fa scrivemmo questo articolo: “Mercato Triestina, chi avrà richieste verrà lasciato andare: probabili gli addii di Ionita, Crnigoj e Gunduz”. Ricevemmo la stizzita reazione dirigenziale, come se avessimo raccontato una fantasia o come fossimo i cazzari di turno con tanto di intervista di smentita il giorno dopo su Il Piccolo. Siccome, però, tutti i nodi vengono al pettine, ecco che in rapida successione Ionita è passato all’Arezzo, Crnigoj al Südtirol e quando verrà trovata la soluzione giusta anche per Teoman Gündüz, se ne andrà pure lui. Manca solo il talento turco con passaporto tedesco e poi tutto quello che abbiamo scritto si avvererà. Certo, arriverà qualcuno, come Borna Knezovic in prestito dal Sassuolo, ma in questa situazione ben difficilmente ci potranno essere operazioni memorabili. La piazza meriterebbe chiarezza, meriterebbe dirigenti di spessore e non improvvisati carneadi senza arte né parte, meriterebbe già adesso che si programmasse la risalita dalla Serie D con uomini di comprovata esperienza e capacità di gestire anche le situazioni più difficili. In questo quadro abbiamo già scritto quello che pensiamo su Attilio Tesser: un tecnico così bravo e preparato meritava ben di meglio, avesse aspettato anche qualche settimana sarebbe finito al Brescia o altrove, non di certo in una sorta di girone infernale senza pubblico, senza certezze, con giocatori che se ne vanno tre mesi dopo essere arrivati e con uno smantellamento indegno. Una cosa è certa. Trieste non può vivacchiare in Serie D, se l’attuale proprietà non è in grado di rilanciare, passi la mano a qualcun altro che lo possa fare.
A Vicenza regna una strana atmosfera secondo cui tutto quello che si sta facendo sarebbe scontato, come se la promozione fosse un atto dovuto, come se non ci fossero avversari. Per mettere le cose in chiaro gli avversari ci sono, il Brescia ad esempio ha pagato l’inizio in ritardo e una sfilza di infortuni, ma da quando è arrivato Corini ha vinto quattro volte su quattro e sta dimostrando tutto il suo valore. Non mollerà fino alla fine e appena lo scorso anno abbiamo visto i biancorossi recuperare 11 punti al Padova prima di perdere la volata promozione per cui è giusto non dare nulla per scontato. No, non è scontato guidare la classifica con 11 punti di vantaggio, non è scontato che Fabio Gallo non perda una partita di campionato da oltre un anno. Tutto va conquistato passo dopo passo e il Vicenza lo sta facendo per cui non bisogna sminuirne i meriti. Sul mercato ci saranno due ritocchi per completare la rosa dopo le partenze di Fantoni e Cester
Il Veneto che splende ha altre tre facce sorridenti oltre a quella del Vicenza. Quella del Treviso, che sta dominando il girone C in Serie D con risultati eccezionali e non scontati. Avrà pure un budget importante, avrà pure un presidente facoltoso come Alessandro Botter, un direttore sportivo giovane ed emergente come Pierfrancesco Strano, un allenatore garanzia come Edoardo Gorini, ma vincere un campionato non è facile per nessuno. Tutti aspettano il Treviso fra i professionisti, l’acquisto di Svidercoschi è mirato e intelligente e sembra che sia davvero la volta buona. Una buona notizia, se tutto andrà per il verso giusto, per tutto il movimento triveneto.
La terza faccia sorridente è quella del Venezia, che ha completato una lunga rincorsa vincendo la settima partita delle ultime otto e scavalcando il Monza al secondo posto, dietro soltanto la capolista Frosinone. Il Venezia scoppia di salute, è una meraviglia da vedere e da ammirare, oggi è la squadra che gioca il miglior calcio della B e ha giocatori in stato di grazia, come Svoboda, Busio, Doumbia, Yeboah. Ancora non si è fatto nulla, ma quanto visto negli ultimi due mesi è il miglior biglietto da visita al tavolo della promozione. Sul mercato si attende Ambrosino con gli accordi col Napoli e il giocatore già raggiunti per regalare altra imprevedibilità in attacco e soluzioni diverse con la possibilità di giocare anche col tridente e c’è grande curiosità per capire le potenzialità dell’iracheno Marko Farji, che potrebbe essere utilizzato come quinto di centrocampo.
La quarta faccia sorridente è quella del Padova, autore di un girone d’andata coi fiocchi e con 25 punti all’attivo. Non ho mai avuto particolari dubbi sulla salvezza biancoscudata, più che mai adesso che i punti di vantaggio sulla zona retrocessione sono ben otto. La variabile era Papu Gomez, con l’argentino almeno al 50% tutte le stime sarebbero dovute essere riviste al rialzo e così sta accadendo nelle ultime partite. Magari non dura 90 minuti, magari ha delle pause nel match, magari a volte esce dalla partita, ma quelle poche giocate che fa e come si muove sul campo sono una vera delizia anche per i palati più esigenti. Il vero valore aggiunto di questo club, però, alberga in panchina e si chiama Matteo Andreoletti, un allenatore che legge le partite come pochi altri, che è ben conscio dei limiti della rosa che gli è stata messa a disposizione, che riesce a tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore e che non ha paura a mettere in panchina nomi ingombranti (ogni riferimento non è puramente casuale) a favore di giocatori meno forti tecnicamente, ma più funzionali a quello che vuole proporre. Se poi la fortuna, come col Modena, è dalla sua parte, ecco che il quadro assume tonalità lucenti, barocche, abbaglianti.
Pillole dal resto del Triveneto. Il Trento perde a Brescia e manca almeno un rigore clamoroso. Ancora una volta Tabbiani ha dimostrato di avere una canovaccio tattico di primissimo livello, se la gioca alla pari anche con avversarie superiori, manca qualcosina ancora per competere per la promozione, ma se la strada sarà quella percorsa in questi anni prima o dopo arriverà. Per fare un vero salto di qualità servirebbe un altro centravanti che, a quanto pare, non arriverà. Il Verona è in difficoltà e, guardando i valori delle squadre nella zona bassa della classifica, la salvezza sembra un obiettivo davvero complesso da raggiungere, ma ogni volta che Zanetti scivola sul bordo del precipizio dovrà sempre il modo di evitare di cadere. Il recupero col Bologna sarà un passaggio fondamentale della stagione. L’Udinese non ha entusiasmato col Pisa e, cosa ben più grave, ha perso Zaniolo per un mese, una tegola non da poco perché era in forma smagliante e rappresentava la vera arma in più per Runjiaic. Il Südtirol torna alla vittoria dopo 105 giorni e sul mercato piazza un colpo interessante perché Crnigoj la categoria ha già dimostrato di reggerla alla grande. Per la Dolomiti Bellunesi arriva finalmente il ritorno allo Zugni Tauro, che vale come un acquisto sul calciomercato. Feltre non è Fontanafredda e tornare a respirare l’aria di casa vale in classifica 4-5 punti in più nella volata salvezza. Che brutto il Cittadella visto con l’Alcione Milano… Meglio pensare a una giornata storta perché altrimenti ci sarebbero davvero di che preoccuparsi…
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