Empoli, Zanetti si presenta: «Ho un pregio, quando cado mi rialzo: a Venezia abbiamo fatto la storia»
venerdì 8 Luglio 2022 - Ore 15:52 - Autore: Staff Trivenetogoal
(ANSA) – EMPOLI, 08 LUG – A distanza di quasi 20 anni Paolo Zanetti torna a Empoli. Alla sua prima esperienza era un promettente centrocampista dell’Under 21, oggi è il più giovane allenatore della serie A. Dopo l’esonero nel finale dello scorso campionato a Venezia il tecnico ha tante motivazioni e voglia di riscatto.
“Sono passati praticamente vent’anni ed è un onore essere qui di nuovo. Avevo qualche chilo in meno e i capelli lunghi.
Cercherò di guidare questa squadra con cuore e passione”, ha detto Paolo Zanetti che, come nuovo tecnico dell’Empoli, è stato presentato ufficialmente dal presidente Fabrizio Corsi e dal direttore sportivo Pietro Accardi. “L’obiettivo è di portare la mia filosofia, in questi anni mi sono fatto conoscere per i miei valori – ha spiegato il tecnico -. Stimo Andreazzoli e mi lascia una buona eredità anche se la squadra cambierà un po’ pelle”.
“Ho sensazioni straordinarie – ha aggiunto-. Ringrazio il presidente Corsi, che conosco fin dai tempi della mia prima esperienza da calciatore, e il direttore Accardi: con lui ci siamo trovati fin da subito. Ragioniamo di calcio allo stesso modo. Avevo altre offerte ma non ho faticato a scegliere Empoli.
Vogliamo che la squadra raggiunga i risultati attraverso il divertimento dei giocatori e un gioco propositivo. Ogni campionato è diverso e porta dinamiche diverse, l’Empoli ha l’obiettivo di salvarsi e non solo. Ho scelto Empoli senza pensarci un minuto, conosco l’ambiente e non faticherò a integrarmi”.
Nella stessa occasione il direttore sportivo Pietro Accardi, che alla fine dello scorso campionato sembrava avere offerte da altre società, ha detto a sua volta: “Restare a Empoli è stata sempre la mia priorità. Sono un tipo molto ambizioso e ho voglia di crescere restando qua dove sono”.
“Penso di avere una qualità. Quando cado mi rialzo e sono avvelenato, mi è successo con l’Ascoli e poi sono andato a Venezia. All’inizio c’era della diffidenza, ma in due anni abbiamo fatto la storia. A Empoli ho un vantaggio, ci sono stato da giocatore e so che tipo di città è. Mi motiva arrivare in un posto che ha sempre fatto bene e che punta a fare ancora meglio”. Si parla di tattica. “Io tengo molto all’organizzazione, non soltanto difensiva. Mi piace un calcio propositivo – dice – ma dobbiamo lavorare anche sugli altri aspetti. Servirà grande equilibrio, un allenatore deve valutare diverse sfaccettature. Non possiamo abbandonare nessun aspetto, vogliamo una mentalità chiara ma che non ci fossilizzi su un sistema di gioco. Lavoreremo con un centrocampo a tre e una difesa a quattro, ma sui tre davanti possiamo fare cose diverse. Possiamo sbagliare qualche passaggio, ma non la mentalità”.
(ANSA)
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