Venezia, Poggi: «Se non ti fai completamente coinvolgere da questa città non puoi capirla»
giovedì 16 Giugno 2022 - Ore 12:35 - Autore: Staff Trivenetogoal
Queste le altre dichiarazioni di Paolo Poggi rilasciate oggi in conferenza stampa al Taliercio: “Fortunatamente la risposta che ho avuto fin dal giorno in cui è stato comunicato da Niederauer il fatto che ho dato le dimissioni è stata positiva, questo mi ha fatto stare un po’ tranquillo. Mi sono preso le responsabilità che dovevo in un comunicato fatto insieme a Mattia in difesa di Menta. Abbiamo usato la parola responsabilità e ne sono contento, perché è giusto metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità, perché mi piace prendermi gli onori del caso, ma anche metterci la faccia quando sbaglio. Quando ho sbagliato l’ho detto apertamente. Lo ribadisco, questo è il mio punto di vista, non è legge ciò che dico io, il mio messaggio vale quanto quello degli altri, però questo è il mio e avevo voglia di dirlo. Quando sono mancati rispetto e sincerità? Sono state sensazioni, per quello dico che è il mio pensiero, perché può tranquillamente essere smentito, ma per me il rispetto è anche 10 minuti di ritardo a un appuntamento. Ho una scuola calcio fondata dodici anni fa insieme a un gruppo di persone nella quale ho partecipato attivamente per tre anni e che poi ho dovuto tralasciare un po’, perché la scuola calcio ti entra nel sangue e io dovevo invece lavorare. Le altre persone hanno avuto la costanza di tenerla sempre viva. Quasi sicuramente tornerò là a continuare il lavoro lasciato cercando di ampliarlo, portandolo all’eccellenza a livello di servizi. In una società ci sono sempre idee divergenti, però se quelle cose sono state fatte significa che la responsabilità è anche mia. Non mi interessa dire nel corso dell’anno chi ha fatto cosa, in questo momento ho uno spirito molto rilassato e non è mio interesse mettermi in contrapposizione con chi sta facendo il bene del Venezia, basta guardare i lavori che stanno portando avanti. Però ho avuto un certo tipo di sensazione e penso l’abbiate avuta tutti, quando si percepisce di non essere più adatti per un posto è giusto lasciare spazio ad altri. Non è facile questo lavoro, non lo dico perché lavoro qua da veneziano, quello è un valore aggiunto, non ho mai sentito pressione perché sono veneziano nel Venezia, anzi. Però quando manca qualcosa, quando ci si rende conto che non si può fare più il proprio lavoro dando il 100% e mettendoci passione allora è il momento di farsi di parte. Questa non è una società come le altre, ci sono le categorie, le società, i top club, i club medi, i club bassi e c’è il Venezia, il Venezia FC, che rappresenta una città che non può essere uguale alle altre. Se non ti fai completamente coinvolgere da questa città non puoi capirla. Ci sono 1601 anni di storia, è una città da sempre internazionale, sono state fatte qua tante cose di cui il mondo beneficia ancora. Se tu queste cose non le hai dentro quando lavori per una società come il Venezia non puoi capire, o quando sei qua dai il 110% o finisci con il tradirla e Venezia non puoi tradirla, è troppo sopra a tutti noi”.
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