Venezia, Svoboda: “Pussetto il più forte che ho marcato in A: dopo la pausa andremo a caccia di punti”
martedì 5 Ottobre 2021 - Ore 14:48 - Autore: Dimitri Canello
Queste le dichiarazioni di Michael Svoboda rilasciate oggi in videoconferenza: “Penso che adesso la condizione della squadra sia buona, ma dobbiamo continuare con la crescita del nostro gruppo. Dopo la pausa cercheremo di andare a caccia di punti. Contro il Cagliari era importante non perdere, perché affrontavamo una diretta concorrente e l’abbiamo tenuta dietro. In Serie A c’è grande qualità, è aumentato il livello medio, è chiaro che il coefficiente di difficoltà è aumentato. La differenza più significativa è la qualità dei giocatori. Credo di essere pronto per giocare in Serie A. All’inizio anch’io ho faticato, contro il Napoli tutti erano un po’ nervosi e non abbiamo reso come avremmo potuto, ma adesso il livello tecnico è cresciuto. Voglio continuare così e giocare il più possibile, aiutando la squadra a salvarsi, perché la società merita di stare in Serie A. Fino a questo momento Pussetto è l’attaccante più forte che ho incontrato, ma anche nel Milan e nel Napoli ci sono giocatori fortissimo. Un altro che mi ha impressionato tantissimo è stato Insigne, è uno di quei giocatori che può inventare un gol dal nulla. Se ha spazio può fare veramente male. Affrontare il Cagliari era difficile, perché pressa alto e ci toglieva lo spazio per impostare. Non abbiamo tenuto la palla come avremmo voluto. Nel primo tempo ci sono state 2-3 occasioni in cui abbiamo alzato il ritmo e la differenza si è vista. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio e credo che alla fine il pareggio sia stato meritato. Noi giochiamo sempre come ci dice l’allenatore. Zanetti tatticamente è bravissimo, ha tante soluzioni da proporre e spesso cambia a partita in corso. In questo momento mi voglio concentrare sul Venezia, ottenendo la salvezza il prima possibile. Parlo sempre con Schnegg sia in campo che fuori dal campo, dialoghiamo in tedesco e gli dico di avere pazienza, perché non è facile in Italia quando non parli la lingua. Gli ho detto che ha fatto bene, ma che può migliorare”
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