Trento, Parlato parte 2: “Ci vorrà spirito di sacrificio: senza lavoro non si va da nessuna parte”
sabato 24 Luglio 2021 - Ore 15:12 - Autore: Staff Trivenetogoal
Carmine Parlato, ci ritroviamo – dopo un anno meraviglioso – qui a Masen di Giovo per il ritiro estivo: innanzitutto le chiedo come ha trovato i ragazzi e cosa ha detto loro durante il primo allenamento?
“Ai ragazzi ho detto ciò che è alla base di ogni nuova stagione. Ho parlato di spirito di sacrificio, di ricerca di principi del sottoscritto e allo stesso tempo di principi di campo, così da facilitare il loro percorso qui al Trento. È ovvio che ora la priorità è il lavoro perché, come sempre, è da lì che si parte per poi raggiungere gli obiettivi. Senza lavoro, dal mio punto di vista, questi non si possono raggiungere”.
Che ruolo ha avuto lei nella conferma di quel famoso “zoccolo duro” che, ormai qualche mese orsono, ha vinto il campionato?
“Sono sempre del parere che la conoscenza reciproca degli atleti verso il proprio allenatore, faciliti il percorso. È ovvio che siamo in una categoria più alta, dunque, è chiaro che, sia da parte mia che da quella dello zoccolo duro, ci dovrà essere qualcosa in più rispetto allo scorso anno. Dovremo aumentare le nostre capacità fisiche, mentali e di costruzione della squadra. Ovviamente entrano dei ragazzi nuovi che dovremo essere bravi ad integrare con coloro che erano già presenti lo scorso anno. È ovvio che, per le partite che andremo a giocare, andremo a correggere l’aspetto tattico, fisico e caratteriale sia della squadra che dell’individualità”.
Per quanto riguarda i nuovi ragazzi, ha già avuto modo di conoscerli? Ha chiesto loro qualcosa di particolare?
“Non ancora, ora siamo in una fase di conoscenza giornaliera. Dobbiamo lavorare con il sorriso e con l’entusiasmo. Un po’ alla volta dovremo cercare di andare a capire l’individuo, di capire come la pensa per adattarsi alle regole del gruppo”.
Lei che le ha vissute entrambe, quali sono le principali differenze tra la serie C e la serie D?
“Credo che ci siano due caratteristiche fondamentali: l’intensità, ossia il passaggio più veloce, e la fisicità. Non credo, invece, che relativamente alla tecnica ci sia una grande differenza tra le due categorie. Ciò che cambia senz’altro, è la velocità di pensiero e di passaggio”.
Commenti
commenti