Trento, Barbuti si presenta: “Mi ha colpito l’entusiasmo di questo ambiente: arrivo in una famiglia”
venerdì 23 Luglio 2021 - Ore 13:27 - Autore: Staff Trivenetogoal
Di Massimiliano Cordin
Intervenuto ai microfoni di TrivenetoGoal in quel di Masen di Giovo, Riccardo Barbuti si è presentato ai suoi nuovi tifosi gialloblù.
Riccardo, puoi dirci come si è sviluppata la trattativa che ti ha visto firmare per il club del presidente Giacca?
“Ho ricevuto una chiamata dal Direttore Gementi. Fin da subito, mi ha colpito l’entusiasmo, soprattutto legato alla promozione dello scorsa stagione, che circondava l’ambiente.
Mi hanno fatto percepire l’importanza del senso di famiglia di questa società e di conseguenza non ho esitato nemmeno un secondo, accettando subito l’offerta. Mi hanno parlato molto bene del mister. Le ambizioni sono di fare molto bene”.
Conoscevi già la piazza?
“La piazza la conoscevo, già dallo scorso anno circolavano delle belle voci relative al club. Anche questo ha avuto un ruolo importante nell’accettare la proposta. La città di Trento, in particolare il centro, lo conoscevo già. C’ero stato di passaggio” .
Arrivi qui al Trento assieme al tuo compagno di reparto del Fano. La scorsa stagione, però, non è stata positiva, vista la retrocessione del club marchigiano.
“A livello di squadra, non è stata una stagione fortunata, è vero. A livello personale, però, l’esperienza di Fano, penso sia andata bene: ho fatto 18 gol in un anno e mezzo in serie C che, come sappiamo, è sempre un campionato molto difficile. A livello di squadra, però, c’è stata questa retrocessione, un po’ immeritata, un po’ per sfortunata e un po’ per qualche punto mancato durante il campionato. Ora dobbiamo guardare oltre e pensare positivo. Pensiamo a far bene quest’anno”.
Cosa serve in C per ottenere la salvezza, obiettivo dichiarato dalla società gialloblù?
“Per la salvezza serve un gran gruppo e questo l’ho già percepito in primis dal mister, che è uno dei migliori ad aggregare, e poi sacrificio, lotta su ogni pallone. Contro squadre blasonate, dovremo saperci inoltre difendere, per poi attaccare e punirli. Serve, poi, sicuramente esperienza, soprattutto da noi più grandi”.
C’è un match della prossima stagione che attendi particolarmente?
“Dopo anni torna il derby con il Sudtirol, che non è mai una partita come le altre. Saranno comunque tante le squadre importanti che affronteremo: Padova, Feralpisaló, Entella, Triestina e forse Modena e Reggiana”.
Hai già avuto modo di parlare con il mister e con i compagni?
“Molti dei ragazzi li conoscevo già. Chi ha fatto tante presenze, come Belcastro, Trainotti o Dionisi si conosce. Mi hanno accolto bene. Sono ragazzi seri. Il mister, invece, mi ha chiesto di essere sempre positivo e di trainare il gruppo, assieme anche agli altri che hanno più esperienza. Del mister mi hanno parlato molto bene. Mi ha colpito molto positivamente la persona e poi la sua grande preparazione”.
Tu che sei di Modena, con l’arrivo di Tesser, si può aprire un progetto importante nel club gialloblù?
“Io sono di Modena e tifo Modena fin da quando sono piccolo. Sicuramente con l’arrivo di Tesser si prospetta un progetto importante, si punta a vincere il campionato. O almeno questo si respira nell’aria. Tornare al Braglia, mi emoziona sempre”.
C’è un motivo alla base della scelta del numero 27?
“È un numero che mi ha portato fortuna con la salvezza a Fano. Ai playout abbiamo vinto e tra l’altro feci anche goal. Sia il 9 che il 27 sono due numeri che mi piacciono. Quest’anno ho scelto il 27”.
C’è un calciatore a cui ti ispiri?
“Mi piacciono molto Lewandowski e Morata”.
Infine un messaggio ai tifosi: cosa chiedi e cosa prometti a loro personalmente?
“Ai tifosi chiedo di supportarci per tutta la stagione, personalmente cercherò di fare più gol possibili. La cosa che non mancherà mai è il sudore ed il sacrificio che metterò sempre in campo, come ho fatto per tutte le squadre nelle quali ho giocato”.
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