Venezia-Cittadella, Zanetti: “Non vogliamo una pacca sulla spalla, ma farci dire bravi perché abbiamo vinto”
mercoledì 26 Maggio 2021 - Ore 18:19 - Autore: Dimitri Canello
Queste le dichiarazioni di Paolo Zanetti alla vigilia di Venezia-Cittadella, decisiva per la promozione in Serie A: “Il cambio di orario con l’anticipo di un quarto d’ora non ci modifica nulla rispetto a quello che abbiamo preparato. Dispiace per i nostri tifosi, ma queste sono decisioni che spettano ad altri. Essersi messi in una condizione di piccolo vantaggio può essere un’arma a doppio taglio. Conosco bene il mio gruppo e basta un episodio per cambiare tutto, come accaduto contro il Chievo. In questo momento il Cittadella ha meno da perdere, ha già metabolizzato la sconfitta dell’andata e non può far altro che partire con determinazione. Sicuramente lasceranno qualche spazio e ci dovremo mettere il dito. Perdiamo Svoboda, ma recuperiamo Maleh, Modolo e Fiordilino. Dispiace per Michael, ha fatto un finale di stagione straordinario, ha dimostrato di poterci stare alla stragrande per il futuro. Faceva il centrocampista ed è stato spostato difensore centrale e lo ha fatto alla grande. E’ vero che la partita è lunga e bisogna mantenere l’equilibrio, fuori casa abbiamo scelto di mettere Di Mariano e Johnsen, domani potrebbe partire Aramu e inserire uno dei due . Non lavoreremo per mantenere il risultato, ma lavoreremo per segnar loro un gol. Dobbiamo fare in modo di ripetere l’ultima partita. Sono concentrato e sono sul pezzo, abbiamo e ho faticato tantissimo per arrivare sin qui. E’ stata un’annata straordinaria, abbiamo predicato giorno e notte per la causa. Oggi non mi accontento di quello che è stato, arrivare secondi e veder vincere qualcun altro è la cosa più brutta che c’è. Non vogliamo la classica pacca sulla spalla, vorremo per una volta diventare vincenti e farci dire bravi perché abbiamo vinto. Assolutamente dobbiamo ragionare per l’obiettivo. Per Cristian ho finito le parole, mi ha fatto capire cosa significa allenare un campione. i vede nel quotidiano e nella gestione di se stesso. Ha la capacità di gestione delle forze nella gara mostruose. Il Molinaro che abbiamo visto adesso non merita di smettere. E’ protagonista sul campo alla soglia dei 40 anni”
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