Venezia, ecco il nuovo Penzo: “Dalla partita col Chievo via le barriere, poi…”
giovedì 29 Aprile 2021 - Ore 16:24 - Autore: Dimitri Canello
Queste le dichiarazioni di Andrea Cardinaletti, Consigliere Delegato alle Infrastrutture Venezia FC, nel giorno della presentazione della convenzione di 9 anni per lo stadio Penzo e delle iniziative della società per rinnovare il complesso di Sant’Elena: “La centralità della persona, dei tifosi e degli stakeholders ha mosso questa nostra iniziativa. Non abbiamo il compito di costruire oggetti a sé. Dobbiamo realizzare strutture che siano aderenti agli obiettivi aziendali. Abbiamo concluso la fase di progettazione, che abbiamo realizzato come primo step grazie alla delibera della Commissione al pubblico spettacolo. Toglieremo le barriere allo stadio Penzo, un punto di partenza importante di partecipazione all’evento sportivo. Era giusto che il Venezia avesse, da parte di tutti noi, un riconoscimento. Troverete alla prossima partita queste recinzioni basse. Ci sarà un miglioramento della curva con un ingresso dal retro con riferimento alla Legge Pisanu nella parte di prevenzione dei rischi per rimanere a norma. L’eliminazione dell’effetto gabbia è il primo step, già per la partita con il Chievo le due curve sono completamente libere e ce ne sarà una di un metro dalla parte della tribuna d’onore. Anche per il Var ai playoff ci dovranno essere adattamenti. Vogliamo assistere la squadra per aiutarla a fare il massimo. Qualsiasi sia la categoria vogliamo che il Venezia giochi al Penzo, oggi e nei prossimi anni è l’unico stadio che potremo avere a disposizione. Vogliamo cercare di migliorarlo strada facendo. Le licenze nazionali dettano le regole, ogni anno dobbiamo fare il massimo. Iniziamo con le barriere, proseguiremo con le luci, interverremo sulla colonna centrale degli spogliatoi, anno dopo anno realizzeremo con puntualità una serie di interventi, nell’assoluto rispetto dei tempi di cui disponiamo. Stiamo preparando due progetti, uno per la Serie B e l’altro per la Serie A. Il primo giugno può essere la data sia in un senso che nell’altro. L’adeguamento della capienza, in caso di Serie A, sarà fatto sulla base della deroga che ci sarà per il primo anno di A eventualmente. La ristrutturazioni dell’area degli spogliatoi è un’altra priorità, così come dell’area hospitality. Abbiamo previsto un progetto che prevede tutta la rivisitazione dell’area media, nel caso fosse Serie A ci sarebbero una serie di aggiustamenti. In maniera puntuale abbiamo preparato un piano A, un piano B e un piano C. Vogliamo creare valore, non possiamo creare un danno con la nostra azione. Vogliamo essere un motore della società, seguendone le strategie di sviluppo. Per capire quale sarà lo stadio definitivo che vogliamo fare, ci dobbiamo adattare alle esigenze commerciali del nostro prodotto e alle caratteristiche della città di Venezia. I tifosi avranno un ruolo importante dell’altro progetto strategico che stiamo portando avanti con il Taliercio. Nel nostro piccolo abbiamo l’idea di realizzare qualcosa di unico dal punto di vista metodologico. Se dovessimo costruire un nuovo stadio, se fossimo davvero bravi giocheremmo la prima partita fra 5 o 6 anni. Dobbiamo proporre investimenti alla nostra proprietà che siano in linea con i propri obiettivi imprenditoriali, non con un orizzonte temporale di 50-60 anni. La copertura della curva? Non lo escludo in caso di un percorso verso la categoria superiore, sempre nell’ottica di una capacità di ammortamento nello spazio di 5 o 6 anni. So che la società ha bene in mente questa richiesta della propria tifoseria e il sogno è quello di avere un intero stadio coperto. Non vogliamo accettare di giocare neppure una partita lontano dal nostro stadio in caso di Serie A”
Queste le dichiarazioni di Andrea Tomaello, vice sindaco del Comune di Venezia: “Si è parlato varie volte di valorizzare l’impianto come il recupero della storica targa di Superga, tagliata a metà da una rete. Con la società e altre componenti della città stiamo parlando di recuperarla. Lo stadio può diventare un luogo di turismo sportivo. La passeggiata dalla stazione ferroviaria al Sant’Elena è da valorizzare perché non tutti la conoscono. La concessione di 9 anni fornita al Venezia va in una direzione di valorizzazione dell’impianto. Il nuovo stadio? Ragioniamo con quello che abbiamo oggi, nessun Comune in Italia può sostenere la spesa per costruire uno stadio nuovo. Nell’ultimo periodo si cerca di valorizzare gli impianti storici più che costruirne di nuovi. Se dovesse arrivare un nuovo investitore oppure il recovery che ha provocato tante polemiche sulla ristrutturazione dello stadio di Firenze noi siamo qui. Il Comune dà una struttura di proprietà sua al Venezia senza fargli pagare il canone che pagava fino ad ora in cambio dei lavori di qualificazione di tutto l’impianto che andranno a riqualificarlo”
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