Venezia, Bruscagin: “Non ci stiamo a giocare la partita in queste condizioni: è dignità questa? E sui giocatori della Salernitana…”
venerdì 31 Maggio 2019 - Ore 13:05 - Autore: Dimitri Canello
Conferenza stampa oggi a Venezia nella sede societaria di viale Ancona di Serse Cosmi e di Matteo Bruscagin per fare il punto della situazione dopo la decisione del Consiglio federale di far disputare i playoff. Queste le parole del rappresentante sindacale all’Aic durante l’incontro odierno: “L’11 maggio eravamo felici di poter giocare i playout dopo aver vinto una partita a Carpi in cui eravamo praticamente retrocessi. Arrivavamo di slancio dopo 3 risultati utili nelle ultime 3 partite e nessuno di noi ha mai chiesto di non giocare il 19 e il 26 maggio. Ci è stato detto che eravamo salvi e che non avremmo giocato quei playout. Abbiamo giocatori in scadenza di contratto che pensavano già al prossimo anno, abbiamo giocatori come Zigoni e Di Mariano che sono andati a curarsi. In tutto questo il 30 maggio ci viene detto che cinque giorni dopo dobbiamo andarci a giocare i playout, ci giochiamo le nostre carriere, i nostri contratti, il nostro futuro. Non potevamo preparare i playout perché non sapevamo se avremmo giocato e con chi avremmo giocato. Secondo voi queste sono condizioni sportive etiche normali? Damiano Tommasi è qui, abbiamo parlato con i giocatori della Salernitana, ma secondo noi non c’è mai stata la volontà comune di fare qualcosa di eclatante assieme. Cosa facciamo, ci asteniamo da soli e poi perdiamo la partita a tavolino e veniamo squalificati 5-6 mesi? Si è parlato di dignità tolta ai nostri colleghi, a noi chi la restituisce la dignità per dover preparare una partita in cinque giorni quando ci si gioca un match? Viste le parole di Gravina che ha minacciato società, calciatori cosa dobbiamo fare? Non andare in campo? Avremmo tutto da perdere, siamo incatenati. Non ci stiamo giocare la partita a queste condizioni, non ci è mai passato per la testa di sfruttare questa situazione. Se ci avessero detto il 13 maggio di giocare il 30 giugno lo avremmo fatto. Ma sapendolo prima, non sei giorni prima”.
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