Lo spunto: Venezia-Cittadella
lunedì 1 Aprile 2019 - Ore 23:06 - Autore: Dimitri Canello
Quattordici partite con una sola vittoria. Il sorriso che ormai hai perso lungo il percorso. L’insicurezza e la paura di sbagliare. Sentimenti umani, con cui il Venezia deve fare i conti adesso che la classifica è lì, impietosa, a ricordare che se non ci si rialza presto con uno scatto d’orgoglio, il rischio di cadere è davvero enorme. Venezia-Cittadella, il giorno prima. Guardi il dato della prevendita e ti accorgi di quanto sia difficile la vita anche per Joe Tacopina. Che ha creduto e continua a credere fortemente in questa scommessa chiamata Venezia, in un brand da lanciare e da rilanciare, da utilizzare e da veicolare, in un nuovo stadio da costruire, in un progetto che deve schivare mille insidie. Dovesse andare male la corsa salvezza, difficilmente non ci sarebbero conseguenze. Confortanti le parole del presidente, che ancora una volta ha voluto rassicurare tutti. Perché i veneziani e i mestrini che tifano arancioneroverde il passato se lo ricordano bene e temono sempre il peggio. Come dar loro torto? Intanto, però, c’è un campionato che si può ancora concludere bene, ci sono le spalle larghe di Cosmi, c’è la freschezza di St Clair, c’è un veneziano come Bocalon che questi colori li ha nel sangue e che i gol li sa fare eccome. E poi dall’altra parte c’è un’orchestra che suona musica soave ormai da anni, che ogni volta che gioca dà sempre la sensazione di poter regalare qualche emozione, che spesso incanta e che qualche volta (poche) stecca. Venezia-Cittadella è il bivio: fra salvezza e playoff, vincerà la motivazione, vinceranno i nervi, vincerà chi riesce a mantenere sangue freddo. Con un pizzico di sana follia, come quella di Alessandro Rossi o quella di Davide Diaw, che spera in una chance dal primo minuto, magari al posto di Mattia Finotto. Lo spartito di Venturato, del resto, è sempre lo stesso, ma cambiano gli interpreti, soprattutto quando ci sono tre partite in sette giorni. L’orchestra funzionerà anche senza Schenetti, uno dei solisti più ammalianti? Il vecchio e glorioso Pierluigi Penzo si prepara a una serata calda. Come il vento di primavera, che però in bocca di porto può anche diventare terribilmente freddo. Occhio agli spifferi.
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