Venezia-Cremonese, Bentivoglio: “Dobbiamo ascoltare il mister, stare zitti, e penso che la gente si sia rotta i c……..”
lunedì 18 Marzo 2019 - Ore 07:30 - Autore: Staff Trivenetogoal
Simone Bentivoglio, al termine della partita finita 1-1 in casa contro la Cremonese, analizza la partita senza mandarle a dire. Innanzitutto, come mai avete faticato a trovare la via del goal? “Quando si gioca “a specchio” e la squadra avversaria si chiude, per forza non hai lo sbocco davanti. Ci vuole pazienza, bisogna farlo girare più volte e cercare il buco, perché sul primo giro palla, al 99,9 per cento non c’è lo sbocco in avanti”. Quanto ai tanti passaggi non concretizzati al meglio: “I passaggi all’indietro per forza, perché se hai un muro davanti, è inutile sbatterci la testa: bisogna far girare la palla velocemente e noi, purtroppo, in questo momento non ci riusciamo, magari, perché per farlo bisogna fare tre o quattro passaggi veloci, andare dall’altra parte, se la si trova chiusa andare dall’altra parte ancora, bisogna rigirare un’altra volta e cercare dall’altra parte ancora. Se tu verticalizzi e gli altri sono piazzati, anche lì per il 99,9 dei casi su cento perdiamo la palla”. Come si può uscire da questa situazione? “Bisogna essere responsabili, lavorare bene in settimana, ascoltare il mister e fare il massimo. Un’altra strada non c’è”. E’ mancato qualcosa dal punto di vista dell’aggressività? “Sì, dobbiamo capire che noi siamo questi, e logicamente noi vorremmo sovrastare tutti gli avversari, stare sempre là, fare cinque goal a partita, ma purtroppo non è così. E in questo momento dobbiamo soffrire, ripeto: ascoltare il mister, stare zitti, e penso che la gente si sia rotta i c……. di sentire sempre le stesse cose, e noi ugualmente, nel dire sempre le stesse cose, perché alla fine non credo che serva parlare in questo momento, altrimenti stiamo qua, tutte le settimane, a dirci le stesse cose, invece penso che sia necessario concentrarsi su quello che dobbiamo fare. E punto. Il resto non ha senso, perché perdiamo energie per niente”.
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