Venezia-Perugia, Zenga: “Tacopina è preoccupato, ma gli ho spiegato alcune cose che non si possono dire: poi se mi vorrà mandare via…”
martedì 26 Febbraio 2019 - Ore 14:43 - Autore: Dimitri Canello
Vigilia di Venezia-Perugia, partita a dir poco delicata per Walter Zenga e gli arancioneroverdi e parola all’allenatore che spiega le condizioni della squadra e la situazione: “Il mio bilancio a Venezia fino a questo momento è positivo perché ho 22 punti con una frenata evidente nelle ultime 6-7 partite. Siamo in linea con una salvezza tranquilla. Perché abbiamo frenato? Abbiamo ribaltato la squadra, abbiamo cambiato, guardate il curriculum dei giocatori e quanto tempo ci vuole per inserirli. Guardate Schiavone? Gioca benissimo col Padova e poi gli viene una fasciate plantare che lo tiene fuori e che non ci permette di schierarlo. Lo gestiamo, ma durante la sosta non si allena nemmeno un giorno. Mazan? Volevamo farlo già giocare col Lecce, ma poi abbiamo pensato che debuttava anche Fornasier. Sicuramente ci tornerà utile. Falzerano? Quando sono arrivato ho trovato già questa situazione, con lui non ho mai avuto nessun problema. Poi scusi, perché fa questa domanda a me? La faccia alla società… Quando c’è pericolo su tira fuori il coraggio, è più facile gestire le situazioni complicate rispetto a quelle in cui apparentemente va tutto bene. Domani non ho tre giocatori perché non recuperano muscolarmente da alcune problematiche. Lombardi è uscito per crampi al polpaccio, Garofalo forse riesco a portarlo in panchina, Bruscagin non si allena e Rossi ha fatto solo un allenamento. Ma non mi lamento, mi dispiace per quei tifosi che hanno fatto tutta quella strada a Livorno, perché il sacrificio poi è quello di svegliarsi alla mattina e di andare al lavoro, ma anche noi lavoriamo a modo nostro e diamo tutto. Con Tacopina parlo sempre. È preoccupato, se domani mi vorrà mandare via nessun problema. Vi ricordate quello che ho detto quando sono arrivato? Gli ho spiegato delle cose che non si possono divulgare in conferenza stampa e che spiegano perché siamo arrivati in questa situazione. Non ci volevamo finire, adesso dobbiamo reagire e tirarcene fuori”
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