Cittadella-Spezia, Frare: “È un periodo in cui non ci gira bene nulla! E non credo che l’arbitro…”
martedì 12 Febbraio 2019 - Ore 10:00 - Autore: Staff Trivenetogoal
Dopo un quarto d’ora erano stati ammoniti entrambi i difensori centrali e, all’inizio del secondo tempo, c’è stato l’en plein, con l’intera linea difensiva sotto il giogo del cartellino giallo e con Adorni espulso. Eppure dietro allo stop incassato dal Cittadella con lo Spezia ci sono anche altri rilievi statistici, insoliti per la squadra di Venturato. I dati elaborati dalla Lega B parlano di 498 passaggi della formazione ligure a fronte di 370 per quella granata e di un possesso palla del 59% per la banda di Marino contro il 41% dei padroni di casa.
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Alla ripresa degli allenamenti è toccato a Domenico Frare, al rientro da titolare dopo un mese in infermeria per la distorsione al legamento collaterale del ginocchio destro, dire la sua. «È un periodo in cui non ci gira bene nulla e in cui non riusciamo a esprimere il calcio che eravamo abituati a proporre», sottolinea il difensore. «In parte dipende dai nostri avversari, che ci affrontano conoscendoci meglio rispetto al girone d’andata, ma soprattutto dipende da noi. Quel che posso dire è che non c’è alcun problema fisico, la condizione non c’entra, né il dispendio di energie legato al nostro modo di giocare. Piuttosto parlerei di un problema mentale, perché la sconfitta di Cosenza, per come è arrivata, ha lasciato il segno: contro lo Spezia nel primo tempo siamo stati troppo timorosi, mentre nel secondo ci siamo ritrovati subito in 10 contro 11. Forse c’è stata persino troppa grinta per la voglia di rimediare alla sconfitta della scorsa settimana, a discapito della lucidità». Si spiegano così i 7 cartellini gialli (contando anche quello doppio ad Adorni)? Frare ha una sua lettura: «Non credo che l’arbitro se li sia inventati, anche se è vero che il metro applicato non è stato lo stesso usato per lo Spezia. Per quanto ci riguarda, siamo stati costretti a ricorrere spesso al fallo perché davanti avevamo una squadra molto veloce nelle ripartenze, e spesso ci trovavamo a inseguire l’avversario e a doverlo fermare in qualche modo. Un po’ quello che era accaduto a Cosenza, pure in una partita diversa».
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(Fonte: Mattino di Padova. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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