Venezia-Padova, Schiavone: “Era importante vincere. Ma non bisogna accontentarsi, anzi adesso dobbiamo…”
lunedì 28 Gennaio 2019 - Ore 11:32 - Autore: Staff Trivenetogoal
“Era importante vincere”. Ha esordito così Andrea Schiavone, nella conferenza stampa subito dopo il derby vinto dal Venezia contro il Padova per 2-1. “L’unica cosa che ci ha chiesto il mister – ha continuato – era di fare i tre punti, per dare una svolta a questo periodo senza vittorie. Quindi, al di là della prestazione del singolo, anche se credo che tutti e quattordici quelli che hanno giocato, abbiano fatto molto bene, credo appunto che la cosa più importante fosse vincere e ci siamo riusciti. Adesso dobbiamo andare avanti con un’altra ottica, quindi questa vittoria ci deve far svoltare e non ci dobbiamo assolutamente accontentare di aver vinto una partita, anche se era il derby, ma dobbiamo pensare subito a tornare a fare quelle prestazioni che abbiamo visto sia in casa che in trasferta, perché solo così possiamo essere ambiziosi. Pertanto, attraverso queste prestazioni, tutti quanti, tutti insieme, possiamo guardare diversamente le prossime partite”. Clemenza vi ha un po’ messi in difficoltà, nella ripresa? “Il Padova, nel secondo tempo, ha cambiato modulo: si è messo 3-4-1-2, quindi anche per me era più difficile entrare nell’impostazione dal basso, perché ero marcato a uomo, e comunque Clemenza è un giocatore che ha qualità, personalità, ha cercato sì di metterci in difficoltà, ma alla fine, ribadisco, la cosa importante credo che sia l’aver guadagnato i tre punti, perciò siamo contenti di questo”. Quanto alle scaramucce in campo nel finale, che cos’hai visto? “Sinceramente, quello che ho visto è stata una cosa non corretta, perché la palla era stata buttata fuori in quanto un nostro giocatore era per terra. Ma al di là di tutto, credo che, tra giocatori, dovremmo anche capirci, perché magari l’episodio era nato per far perdere qualche secondo, però il fatto di battere la rimessa e mettere il proprio compagno davanti alla porta, è una cosa molto scorretta. Potevano restituire palla, magari giocandola dietro, comunque è stato un brutto gesto, che in ogni caso non giustifica non solo quanto ha fatto Trevisan, ma magari nemmeno il gesto di Checco (Di Mariano, ndr). Però è normale che, durante la partita, ci sia nervosismo, capita di sbagliare e di farsi prendere un po’ da quella che è la partita, perciò è andata così”. In occasione del primo goal, ha commentato: “Io ho calciato perché effettivamente non c’era la barriera difensiva, e siccome non ero così lontano ho appunto provato a calciare. Poi, dagli sviluppi, è nato il goal su uno schema che abbiamo provato e riprovato in questi giorni, e siamo riusciti a metterli in difficoltà più volte, con lo stesso schema. Pertanto, va dato merito anche al mister e a noi che ci siamo mossi bene ed abbiamo creduto in questo schema, che alla fine ci ha portati alla vittoria”.
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