Venezia-Carpi, Garofalo: “Avremmo voluto chiudere l’anno con una vittoria per i nostri splendidi tifosi. E complimenti a Zennaro, perché…”
lunedì 31 Dicembre 2018 - Ore 17:38 - Autore: Staff Trivenetogoal
“E’ sempre bello rientrare. Alla fine ero un po’ cotto, però ci sta dopo due mesi, ma l’importante è che ho dato tutto ed il pubblico di Venezia apprezza sempre questo”. Così Agostino Garofalo ha commentato il suo rientro in campo dopo diverso tempo. “La squadra ha reagito alla grande – ha continuato – e non era facile riprendersi, contro una compagine che gioca sempre di rimessa, la “solita” squadra di Castori, la quale si difende alla grande. Però il primo tempo abbiamo probato a giocare, a fare noi la partita, però eravamo un po’ lenti nel giro palla, e loro invece ripartivano bene. Mentre nella ripresa, a parer mio, abbiamo dato più ritmo alla nostra azione, loro ripartivano meno, perché facevamo anche meglio le marcature preventive e recuperavamo palla nella loro metà campo. Ma c’è da dire che il loro portiere è stato veramente super, a mio avviso il migliore in campo del Carpi in questa partita. Peccato, perché volevamo regalare una bella vittoria alla fine dell’anno ai nostri tifosi, una vittoria che avremmo meritato sia noi, per la prestazione del secondo tempo, che i nostri splendidi tifosi, per il nostro presidente, per tutti, per chiudere questo 2018 nel migliore dei modi, però ora accantoniamo questa partita, riposiamo una settimana, ricarichiamo le pile e ripartiamo, cercando di fare il cammino dell’anno scorso nel girone di ritorno. Sappiamo che siamo un’ottima squadra, il campionato è livellato e sono veramente i dettagli a fare la differenza. Ma con un allenatore come Zenga abbiamo solo da migliorare perché ci fa stare veramente sul pezzo, quindi noi dovremo seguirlo in tutto quello che dice ed arriveremo sicuramente in alto”. Analizzando ancora la partita contro il Carpi: “Nel calcio, come in qualsiasi altra cosa della vita, la testa fa tutto. E’ la testa che comanda, poi tutti gli altri erano un po’ stanchi, perché era la terza partita in una settimana e la cosa si fa sentire; ripeto, sono contento di essere rientrato in campo, di aver risposto presente e diciamo che anche questa mia parentesi, di essere stato un po’ fuori dal campo, mi ha fatto bene, perché comunque il mister sa gestire le cose alla grande, sia in campo che nello spogliatoio. E’ un maestro in questo, infatti quando è arrivato ha detto subito: io preferisco avere tanti giocatori che fanno venti partite ma che le fanno dal novanta al cento per cento e non fare trenta partite in cui mi domando perché ho fatto giocare un determinato giocatore. Su quello sono d’accordo, ha una rosa importante, poi da fiducia a tutti, infatti non ha paura di buttare in campo un nato nel duemila (Zennaro, ndr) in una partita così delicata, e poi il campioncino l’ha ripagato così. Voglio fare veramente i complimenti a questo ragazzo, perché è dall’anno scorso che lo avevo notato, già dalla Primavera, ma già mentalmente sembra che abbia trent’anni. Poi, lo dimostra anche in campo che non ha timore di fare la giocata, ed è veramente un capitale per la società, questo ragazzo”.
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