Venezia-Cosenza, Andrea Poggi: “Non fatemi fare pronostici, sono le due maglie che mi sono rimaste nel cuore!”
sabato 22 Dicembre 2018 - Ore 12:00 - Autore: Staff Trivenetogoal
Tante storie intrecciate tra Venezia e Cosenza. Zaccheroni, Di Marzio, Miceli, soprattutto Andrea Poggi. Inevitabile la telefonata alla vigilia di questa sfida che si rinnova a distanza di oltre vent’anni. «Per favore, non fatemi fare pronostici» parte quasi in contropiede l’esterno sinistro arancioneroverde degli anni Novanta «tra le varie maglie che ho indossato quelle di Venezia e Cosenza sono le due rimaste nel cuore. Vorrei che facessero entrambe i tre punti, ma non si può…». Attualmente Andrea Poggi vive a Torino, portato da motivi familiari, reduce da un corso di segretario amministrativo collabora con il Toro in ufficio e sul campo per il settore giovanile, inoltre è il responsabile per il Piemone e la Liguria della Bia Soccer Agency, l’agenzia creata da Giovanni Bia, ex difensore di Napoli, Inter e altre squadre, per assistere i calciatori nelle operazioni contrattuali. «Al Venezia sarò legato per sempre da ricordi, risultati e amicizie vere. Eravamo tutti più giovani… Lo spareggio di Cesena, la sfida di Coppa Italia con la Juve, la voglia di tornare calcisticamente grandi, nostra e dei tifosi. E anche voi della Nuova mi facevate scrivere una rubrica (è vero, “Visto dal campo”, ndr), ogni settimana, un compito che avevo ereditato dal Cive. E poi Pippo Filippini, Paolo Poggi, con molti ci sentiamo ancora. A occhio e croce ho giocato 140 partite con il Venezia, personalmente è stato un trampolino anche per la Serie A, per questo parlo del Venezia con emozione». Ma anche a Cosenza c’è una fetta di cuore. «Un anno prima di arrivare al Venezia, fine Anni Ottanta, grande campionato con Bruno Giorgi allenatori» ricorda Andrea Poggi, «un quarto posto e lo spareggio per la promozione in Serie A sfuggito per la classifica avulsa. Ripenso al povero Donato Bergamini, un ragazzo splendido che ha fatto una morte non ancora chiarita».
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(Fonte: La Nuova Venezia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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