Venezia-Foggia, Soligo: “Meno male che è andata diversamente rispetto all’andata! Grazie anche a quel capolavoro di Stulac…”
domenica 6 Maggio 2018 - Ore 10:00 - Autore: Staff Trivenetogoal
“Fortunatamente, rispetto alla gara d’andata, questa ha avuto un finale diverso. Gli “spiriti” se ne sono andati!”. Ha esordito così, simpaticamente, Evans Soligo, che ha trovato spazio nella gara contro il Foggia in corso di partita. Anche nella gara d’andata era stato impiegato, ma l’incontro aveva avuto tutt’altro esito. “Sì, perché l’altra volta ero entrato sul 2-0 per noi e poi, dopo una gara dominata, il risultato è stato di 2-2. In quest’occasione sono entrato sull’1-0, ed è arrivato il loro pareggio… poi devo ringraziare Stulac, che ha fatto un capolavoro su punizione, così abbiamo guadagnato tre punti importanti per il nostro cammino, per confermare quello che di buono stiamo facendo ormai da un pezzo”. Sull’1-1 hai insomma temuto il peggio? “Sì, anche perché mancava poco tempo, per cui ho temuto che finisse come all’andata, ed ho quasi pensato al ritiro definitivo! (scherza, ndr). Ma poi si è conclusa bene”. Dalla serie D alla A come sarebbe, magari insieme con il Parma? “Se fosse insieme bene, ma l’importante è che il Venezia conquisti quell’obiettivo. Adesso dobbiamo pensare un passo alla volta, come abbiamo sempre fatto, perché, con il calcio, non si possono fare programmi a lungo termine, in quanto ogni partita è un’incognita, un’insidia. Noi dobbiamo continuare di questo passo. Siamo consapevoli della nostra forza ed il nostro cammino lo sta dimostrando. In quest’occasione abbiamo ottenuto tre punti importanti, per consolidare la nostra posizione, nella griglia dei playoff. Adesso mancano un paio di partite, quindi speriamo, magari, di raggiungere qualche posizione più alta in classifica, perché poi la posizione, nelle partite finali, conta”. Come sarebbe la serie A, alla tua età? “La chiusura di un sogno, quello che, penso, ogni bambino spera di realizzare. Po, magari, farlo proprio nella squadra della propria città, dove oltretutto sono cresciuto calcisticamente, e che mi ha dato cose importanti nella mia carriera, facendomi fare della mia passione un lavoro. Quindi sarebbe la ciliegina sulla torta”. Com’è il fatto di avere un presidente americano? “E’ bene, perché è una persona dalle idee chiare, ci vede molto lungo. Ha saputo costruire un gruppo importante, dalla squadra allo staff, a tutto il contorno, perché comunque, per raggiungere risultati come questi, bisogna avere basi solide, nonché persone giuste al punto giusto, che danno tutte il loro contributo, in quanto le vittorie sono fatte di tanti piccoli pezzi, come un piccolo puzzle. Ognuno fa la propria parte e, per completare l’opera, c’è bisogno di tutti”. Come sarebbe il fatto di provare a vincere in una città che ha vinto, nel basket, lo scudetto ed una coppa europea? “Sarebbe bello, perché darebbe conferma ad un momento positivo, dal punto di vista sportivo, della provincia, e quindi sarebbe importante per dare una spinta ulteriore, magari anche per il famoso stadio, nonché agli impianti sportivi, perché siamo un po’ carenti sotto questo aspetto. Quindi, il fatto di avere dei risultati importanti, essere rappresentati, a livello sportivo, anche se Venezia non ne ha bisogno, è comunque una marcia in più per l’intera città”. Mancano solo due partite alla fine della regular season. Com’è stato il fatto di vivere questo campionato dalla panchina, perché comunque hai avuto finora solo due occasioni per giocare, quando prima eri abituato ad avere un altro ruolo? “Ho vissuto questa stagione come dovevo, nel senso che sappiamo che facciamo parte di un gruppo, e si sa che a volte si gioca, a volte no. Quindi bisognerà lavorare a testa bassa, perché la forza di una squadra è l’intero gruppo. Ed in questi ultimi anni lo è stata anche la rosa ampia, perché, nei momenti di difficoltà, i ricambi sono sempre stati importanti, tanto quanto i titolari. Quindi l’importante è, a chiamata, rispondere presente e poi le cose vengono da sole”. Che cos’hai pensato quando il mister ti ha detto che in questa partita sarebbe toccato a te? “Due partite fa mi ero scaldato e stavo quasi per entrare. Poi invece Domizzi ha avuto un piccolo problema ed è entrato Cernuto. Nella gara successiva, contro la Pro Vercelli, pure mi ero scaldato, ma poi il mister ha fatto scelte diverse. Quando in quest’occasione mi ha chiamato, ero contento, ma allo stesso tempo un po’ “pensieroso”, perché ricordavo appunto la partita dell’andata. Poi, quando siamo entrati in campo, ed abbiamo subito il pareggio, i “fantasmi” si sono fatti vivi un’altra volta! (ride, ndr)”. Poi però hai subito fallo… “Sì, e per fortuna ci ha pensato Stulac, con una gran punizione, quindi è andato tutto bene, e faccio i complimenti a Leo per il grande gesto tecnico che ha fatto”. Anche il pubblico risponde, soprattutto nelle ultime partite. “E’ bello, soprattutto in quest’occasione, tra la bella giornata, il fatto di essere la partita di cartello, pubblico presente, sono tutte componenti importanti che danno una mano. C’è bisogno anche dell’aiuto dei tifosi, perché specialmente in certi momenti della partita, quando magari si rallenta un po’, l’apporto del tifoso alza le attenzioni, da una mano, e magari nei momenti di difficoltà ti incita. Speriamo che questo sia solo l’inizio”. Quanto al Foggia: “Loro sapevano che solo vincendo avrebbero potuto agganciare la zona playoff. Ed essendo loro una buona squadra, in salute, hanno provato, specie nel secondo tempo, a schiacciarci. Però noi siamo stati bravi a difendere il risultato ed a comportarci di conseguenza. Stavamo bene entrambi, poi abbiamo visto quello che è successo”. Ripensando alla situazione di tre anni fa, si ha veramente la sensazione di aver fatto qualcosa di incredibile. “Sì, perché il fatto di pensare, in tre anni, di raggiungere un obiettivo del genere, era nei sogni, in quelli dei cassetti più nascosti, perché si sa che tante società hanno puntato, per tanti anni, a fare un solo salto, spendendo anche moltissimo, e non ci sono riusciti. Pertanto, pensare che, in due anni, ne abbiamo fatti due di salti, ed in un terzo, poter provare a farne un altro, è veramente qualcosa di eccezionale. Ma come dicevo, hanno lavorato bene sin dall’inizio, costruendo delle basi solide, importanti, e questo è il frutto del lavoro e delle intuizioni da parte del presidente, del suo entourage, e di chi ci è stato prima, che comunque ha dato una mano a costruire questa squadra e questo impianto societario”. Uno come mister Inzaghi, che ha vinto tutto, la trasmette la mentalità vincente, anche ad un esperto come te? “Sì, perché lui non si gode neanche la vittoria, certo è contento ma quando finisce la partita pensa già a vincere quella successiva. E questa continua fame in quello che verrà, è ciò che ci ha consentito, anche l’anno scorso, di creare quella differenza di punti rispetto anche alle altre squadre, quindi lui ce la trasmette in quel senso, anche perché durante gli allenamenti è uno molto meticoloso, guarda anche ai dati fisici, quindi si lavora a livello sia mentale che fisico, per preparare al meglio le partite, e cercare di superare al meglio le difficoltà che si presentano nel migliore dei modi”.
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