Venezia-Brescia, l’analisi de “La Nuova Venezia”
lunedì 9 Aprile 2018 - Ore 15:30 - Autore: Staff Trivenetogoal
La Leonessa che punisce il Leone, mah, sono cambiati i tempi. In realtà più che di punizione si parla di beffa: per quanto visto in campo, quello tra Venezia e Brescia è stato un confronto da sacrosanto pareggio, con 75′ senza lavoro per i due portieri e un quarto d’ora finale di polverone nell’area bresciana, dove le occasioni non sono mancate, ma la mira sì. C’è anche la punizione, a dire il vero: quella che porta al 2-1 del Brescia, contestata dal clan arancioneroverde e comunque tradotta in un bel pallone di Furlan per la testa di Bisoli che tagliando l’area l’ha piazzato giusto sul secondo palo.Detto che il Brescia non ha rapinato nessuno e si è costruito con opportunismo il suo successo, fosse finita in parità sarebbero stati contenti anche i lombardi, che hanno indirizzato in porta due palloni in tutta la partita – di testa – e hanno fatto due gol, mentre Vicario non deve nemmeno mandare i guanti in lavanderia. Poi il Venezia ha qualche colpa: il ridotto uso delle corsie esterne – arma letale in tante altre partite – la scarsa rabbia al momento del tiro in porta, un risveglio tardivo che ha portato ansia e tolto lucidità alla costruzione del risultato.Vabbè, è andata così e classifica alla mano non ci sono danni, anche se resta il rammarico per una occasione di accorciare verso le zone alte.Inzaghi conferma la squadra delle ultime settimane, dall’altra parte Boscaglia sta abbastanza coperto e tiene inizialmente fuori Ernesto Torregrossa, uno che al Venezia ha fatto gol spesso negli anni scorsi. Il pericolo è l’intramontabile “Airone” Caracciolo che poco dopo la mezzora sbatte le ali per festeggiare l’ennesimo gol della sua onoratissima carriera. In piena area vince con Bruscagin il duello sulla scelta di tempo e sulla furbizia, mostrando un’altra volta la specialità della casa con una zuccata imparabile per Vicario.
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Modolo va segnare il gol del pari (cross Garofalo, sponda Geijo e ginocchio dorato del bomber) ma proprio nel momento di dire “punto e a capo, andiamo a vincere”, arriva il colpo d’ala del Brescia, con la punizione di Furlan sulla quale Dimitri Bisoli (meno temperamento ma più tecnica del papà, ora allenatore del Padova) mette la testa al posto giusto al momento giusto.
(Fonte: La Nuova Venezia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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