Venezia-Avellino, Frey: “Se mi sono ambientato è merito del gruppo che mi ha fatto sentire da subito a mio agio”
domenica 18 Febbraio 2018 - Ore 13:30 - Autore: Staff Trivenetogoal
Nicholas Frey, contro l’Avellino, ha fatto il suo debutto in maglia arancioneroverde. E subito capitan Maurizio Domizzi ne ha decantato le lodi, affermando che sembrava che giocasse insieme al Venezia da una vita. “Questo fa veramente piacere, perché la cosa più difficile, quando arrivi a gennaio, è ambientarsi. Ma il grande è merito è della squadra, che da quando sono arrivato mi ha subito integrato bene, mi sono sentito veramente a mio agio. Poi in campo è stato necessario un po’ di tempo per capire un po’ di cose, come le qualità dei compagni, ma sono soddisfatto”. In effetti hai fatto una buona prestazione, sei stato autore di begli assist. “Penso che sia stata una bella vittoria di squadra. E’ stata una partita che avremmo potuto chiudere già nel primo tempo, poi abbiamo subito una rete su una palla che è stata buttata lì ed invece è andata in goal, e penso che da lì si sia fatto vedere il carattere, la squadra che siamo, perché non è facile riprendere in mano la partita e portarla a casa, come abbiamo fatto. Comunque, sul fatto di chiudere prima le partite, va detto che se non è stato così va dato merito al portiere avversario, autore di belle parate. Ma noi ci siamo fatti valere e ci abbiamo sempre cfeduto, ci siamo sempre fatti in avanti, abbiamo sempre cercato di portarla a casa e si è visto, perché ci siamo riusciti. E penso che, quello spirito, non bisogna perderlo”. Com’è stato rimettersi in moto dopo svariati mesi che eri fermo? “Per tre quarti della pèartita è andata bene, poi ovviamente sono andato un po’ in sofferenza, ma non bisogna darlo a vedere, bisogna sempre stare sul pezzo, e da lì, indubbiamente, c’è da migliorare, perché non bisogna mai accontentarsi, cosa che ho sempre detto e pensato. Ma in quest’occasione sono contento, perché è stata una partita tosta, contro una squadra che sapevamo non avere un gran palleggio, ma andavano a sportellare ed era dura. Ma ripeto: abbiamo fatto veramente vedere chi siamo e che cosa possiamo fare”.
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