Venezia-Cesena, Geijo: “Dopo due mesi senza vittorie, ripartiamo da qui. E la questione mercato, per me…”
domenica 28 Gennaio 2018 - Ore 09:06 - Autore: Staff Trivenetogoal
Alexandre Geijo, autore del goal partita contro il Cesena. Un goal frutto di una bella combinazione con i tuoi compagni. “La giocata è partita da Domizzi, dal momento che tra le linee c’era un po’ di spazio, ma questa volta, invece di giocarla per terra, l’ha calciata morbida vero di me, in combinazione con Litteri, poi Pinato ha fatto un buon movimento, portandomi verso la porta. Ho preso il pallone di esterno, era difficile da controllare, poi loro hanno difensori tosti dietro, forti fisicamente; io ho giocato di prima, ho avuto la fortuna che il pallone è andato quasi perfettamente su Litteri, che ha fatto un bellissimo stop all’indietro e ribadisco, il movimento di Pinato mi ha aperto lo spazio. Penso sia stato un bel goal”. Un goal sicuramente importantissimo, pesantissimo. Lo dedichi a qualcuno in particolare? “A tutti, sopratttutto a mia moglie che è al settimo mese di gravidanza, e quindi al piccolo che sta per arrivare. Ma sono contento soprattutto per la squadra, perché alla fine, quando è da un po’ di tempo che non vinci, è ovvio che nella tua testa provi paura quando sei in campo, paura di sbagliare, che le cose forse non stanno andando come vuoi, e al di là dei punti, che sono sempre importanti, che avessimo vinto o no saremmo comunque stati bene in classifica. Però ripeto: quando non vinci da due mesi è sempre importante, perché ti da la carica, ti fa vedere che ce la si può fare”. Anche perché eravate di fronte al vostro pubblico, al Penzo, quindi una motivazione in più. “Ovvio, per una squadra che vuol star bene in campionato, la prima cosa da fare è vincere in casa. Noi ci proviamo sempre, penso che ci siano state tante partite in cui abbiamo meritato di vincere, in questi ultimi due mesi, ma nelle quali invece non abbiamo totalizzato il bottino pieno, ma sappiamo com’è il calcio: alla fine contano i punti, e sono contento per quello, perché alla fine abbiamo chiuso questo “brutto” periodo, che poi tale non è, ma sono stati comunque, come dicev, due partite senza vincere, e possiamo ripartire da qui”. Adesso il mercato è chiuso, almeno per quello che ti riguarda? “Il mercato è sempre aperto. Io ho detto che, a meno che tu sia un giocatore di una grandissima squadra, con trattative in mezzo, penso che tutti siamo sempre sul mercato, e non sai mai come andrà. La società vuole sempre migliorare, che è la cosa più normale del mondo, quindi c’è sempre questa possibilità, ma io ho detto sin dall’inizio che con la società abbiamo parlato di questa possibilità, tutto qui. Ho detto che ero aperto nei confronti di questa eventualità, poi ovviamente spero che, dopo oggi, io possa rimanere, però fino al 31 gennaio non diciamo niente, che non si sa mai”. Nella partita con il Cesena avete dimostrato che potete, a differenza di altre gare, evitare di essere poi agganciati nel finale. “Penso che questo sia una conseguenza di quello che dicevo prima, di questi due mesi senza vittorie. Quando ti metti sull’1-0, è ovvio che ti tiri tutto all’indietro, e se loro ti fanno un tiro in porta cominci ad avere un po’ paura, com’è successo a Foggia e a Palermo. Ora, tre punti sono importanti, ma penso che la testa conti molto, nel calcio. E oggi sì, c’era normalmente un po’ di paura, perché quando stai vincendo, e nel primo tempo di questa gara il Cesena quasi non si è visto, avevamo sempre la palla noi, anche se è vero che non abbiamo creato tantissimo, è ovvio, ribadisco, aver paura quando poi loro fanno un tiro verso la porta”. Non avete creato molte occasioni, appunto. Da che cosa dipende, secondo te? “Sicuramente dobbiamo migliorare, soprattutto nell’ultimo passaggio, perché penso che anche contro il Cesena, pur avendo, penso, giocato abbastanza bene, fino agli ultimi trenta metri, dove facciamo un po’ più di fatica. Ma sono anche i passaggi più difficili, altrimenti sarebbe troppo facile arrivare in porta. Ma non penso che siamo solo noi: io vedo tante altre partite, tante altre squadre che hanno la medesima condizione. Anche il Cesena, negli ultimi quindici minuti non aveva calciato in porta, se non mi sbaglio. Non penso che il Venezia sia un problema. Penso che sia la serie B ad essere così, a meno di prendere le squadre iù forti del campionato, con le altre facciamo fatica ad arrivare là davanti, ma è normale”. Ti piacerebbe rivedere il Venezia schierato con il 4-3-3? “Sinceramente, a me non dispiace questo metodo di gioco. Io poi sono uno di quelli che pensano che non sia tanto il modulo a cambiare una squadra; alla fine il campo è il campo, è soltanto che ci vuole un po’ più di forza, al di là del sistema di gioco, è necessario un po’ più di coraggio per tutti noi. Osare, andare, sapere che se si sbaglia non succede niente: questo è il calcio, provare e riprovare fino a che vada bene”.
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