Venezia-Pro Vercelli, Audero: “Sul goal avversario ho perso l’equilibrio. Ma non cerco alibi”
sabato 9 Dicembre 2017 - Ore 20:18 - Autore: Staff Trivenetogoal
Il goal della Pro Vercelli, messo a frutto da Firenze, ha trovato l’involontaria quanto infelice “complicità” di Emil Audero, il quale, colpendo male il pallone con la mano, ha agevolato suo malgrado l’avversario. Un errore che non è certo da lui. “Io ho visto questa palla in area, ed ho deciso di uscire, però nel mentre della mia uscita, almeno lo dico dalla mia prospettiva, sono stato sbilanciato. Però non ho capito bene da chi, vorrei rivedere la gara. Non mi piace darmi alibi, ma credo di aver perso l’equilibrio e, di conseguenza, di non essere riuscito ad impattare la palla nel modo più giusto. Poi io ho richiesto un fallo, che non so se fosse diretto verso di me o Bruscagin, ma mi dispiace, perché il goal avversario è capitato proprio nel finale del primo tempo, quando stavamo controllando abbastanza bene la gara, e così facendo abbiamo dato un po’ più di coraggio agli avversari. Però diciamo che da una partita del genere, soprattutto da un goal del genere, si impara sempre e si portano sempre, a casa, delle cose positive”. Il modo in cui avete affrontato la gara è stato frutto delle caratteristiche della Pro Vercelli oppure il Venezia era un po’meno compatto del solito? “Soprattutto nel primo tempo abbiamo subito tanti cross, e non riuscivamo, secondo me, a prendere bene le misure sull’avversario, dopodiché , nella ripresa, ci siamo allungati un po’ di più, ma questo perché, sia noi che loro, concedevamo molto, e sotto quel l’aspetto avremmo potuto fare meglio su alcune occasioni, su alcune palle goal, ma è stato comunque l’andamento della partita: è difficile rimanere stretti e corti come di solito siamo abituati a fare, visto che volevamo il goal e di conseguenza ci siamo dovuti sbilanciare un po’. Quindi crei ma subisci pure qualcosa. Devo dire che loro hanno degli ottimi giocatori, sotto il profilo dei cross, quindi sì, nella prima frazione di gioco abbiamo fatto un po’ di fatica”.
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