Venezia-Empoli, Inzaghi: “In queste partite ci vuole una “sana follia” che a volte ti fa fare il miracolo”
giovedì 19 Ottobre 2017 - Ore 14:25 - Autore: Staff Trivenetogoal
Mister Inzaghi, innanzitutto come sta la squadra, a partire da Domizzi e Moreo, che sappiamo aver avuto dei problemi, recentemente? “Moreo sta bene, è rientrato già ad Ascoli; non poteva essere nella migliore delle condizioni perché veniva da un affaticamento, però quando è entrato ha fatto bene. E’ guarito. Domizzi sta bene, per fortuna, speriamo. Sapevamo già sabato che aveva un affaticamento muscolare. Se fosse stata l’ultima partita di campionato, una partita decisiva, avrebbe giocato, ma così era inutile rischiare, anche perché abbiamo una rosa, con Bruscagin, a cui ho fatto i complimenti perché ha disputato una grande partita al suo rientro, dopo quasi tre mesi, per cui la rosa è all’altezza e non vale la pena rischiare nessun giocatore. Domizzi, ripeto, sta bene, e se continuerà ad allenarsi con continuità, rientrerà. Chiaramente, è un giocatore importante per noi”. Parlando del prossimo impegno: affronterete l’Empoli, squadra che sta andando molto forte in classifica. Che idea se ne è fatto, soprattutto alla luce dell’ultima partita che ha visto? “L’Empoli non è una novità. Nel senso che: è una squadra che, probabilmente, andrà in serie A, ha una rosa che non c’entra niente con questa categoria, il sol fatto della cifra spesa per Caputo, ti fa capire che hanno fatto una squadra che probabilmente, con il paracadute, si sarebbe salvata anche in serie A, per la forza, per i giocatori che ha. Oggi leggevo che forse Krunic rischia di non giocare; Krunic era un giocatore che faceva la differenza in serie A e che mi piaceva tantissimo; questo ti fa capire che meritano il primo posto in classifica, che giocano bene, sono ben allenati. Però io penso che in queste partite ci vuole, come ho sentito dire spesso, una “sana follia”, perché se pensassimo alle rose o alla squadra che hanno, ci sarebbe poca speranza. Però il calcio ci regala, a volte, delle grandi partite e delle sorprese. Noi, penso, già con Bari e Carpi, che non sono forti come l’Empoli, ma sono verso quella qualità, abbiamo dimostrato di potercela giocare, per cui chiaramente, mi auguro, ci vorrà la partita perfetta, perché una squadra che ha fatto venti goal, che ha il capocannoniere del campionato che su otto partite, in cinque volte, ha realizzato tre reti, per cui è una squadra incredibile. Tuttavia, penso che possiamo giocarcela a testa alta nel nostro stadio che, mi auguro, sia pieno, perché se io fossi un tifoso del Venezia, che due anni fa giocava in serie D nei campi di provincia, potermi giocare una partita con l’Empoli, a tre punti di distacco, secondo in classifica, penso che sia una cosa fantastica. Leggo già che si parla di Cittadella; ora i tifosi devono pensare a questa partita. Capisco tutte le difficoltà nel raggiungere il nostro stadio, ma se non ci fosse lo stadio pieno, sabato, penso che mi meraviglierei molto”. A proposito di partite casalinghe: finora si è visto un Venezia “corsaro”, mai battuto in trasferta, ma in casa, come ha detto lei stesso, deve fare un po’ di più. Che cosa manca, forse? “Sicuramente, per me, a questa squadra non manca nulla, nel senso che i giocatori fanno il massimo di quello che possono dare. Abbiamo fatto buone partite, dobbiamo migliorare, ma secondo me abbiamo sempre giocato a testa alta e ci siamo sempre fatti rispettare; abbiamo, secondo me, sempre reso orgogliosi la nostra società ed i nostri tifosi. Per cui, sappiamo i nostri limiti, sappiamo le nostre virtù, dobbiamo cercare di fare prevalere queste, per cui dobbiamo continuare a crescere, partita dopo partita che è quello che stiamo facendo. Sabato, come detto, abbiamo una partita fantastica sulla carta, perché abbiamo poco da perdere ed abbiamo tutto da guadagnare, giochiamo in casa, abbiamo la fortuna di avere una classifica, in questo momento, che ci fa stare sereni, quindi andiamocela a giocare, a testa alta, e ripeto: con quella “sana follia” che a volte, in queste partite, ti fa fare il miracolo”. Una classifica che, però, è molto molto compatta, particolarmente quest’anno. “Sì, ma infatti non dobbiamo farci strane illusioni; noi sappiamo qual è il nostro obiettivo, sappiamo che sarebbe fantastico, dopo due promozioni consecutive, raggiungere la salvezza in un campionato complicatissimo, pertanto io non mi monto la testa, non mi deprimo quando voi dicevate che non segnavamo, perché sapevo che i goal sarebbero arrivati, in quanto conosco la forza dei nostri attaccanti, vedevo le partite e vedevo che le occasioni le avevamo; per cui io devo avere un equilibrio che non mi deve mai mancare, che mi fa stare tranquillo, ma al contempo orgoglioso di potermi giocare una partita contro una squadra così forte, potendo pensare di fare un miracolo, per cui questo è bello e ritengo che, se fossi un tifoso del Venezia, sarei orgoglioso e sarei presente sabato, perché, chiaramente, per fare un’impresa, abbiamo bisogno di uno stadio che ci faccia fare la differenza. E visto che i nostri tifosi, soprattutto la Curva, anche in trasferta è sempre presente e ci da una grande mano, auguriamoci che tutto lo stadio sia pieno, perché, come dicevo prima, per battere una squadra così forte ci vogliono tutti gli ingredienti al massimo”. Adesso vi attende un trittico importante, tre partite in soli otto giorni. D’accordo, lei ha sempre detto di pensare partita dopo partita; però questo, sia mentalmente che fisicamente, non può incidere, quantomeno per il fatto di fare turn-over fra i giocatori? “No, a me non interessa nulla delle altre partite. Non so neanche, quasi, contro chi giocheremo. Io vivo alla giornata. E’ chiaro che poter contare su venticinque giocatori come ho io, tutti sullo stesso piano, mi fa stare tranquillo. Vedremo martedì prossimo, chiaramente potrò cambiare quattro o cinque giocatori, so che non cambierà la qualità delle prestazioni della mia squadra e questo è un grande vantaggio. Mi piacerebbe che i miei giocatori si ritagliassero un’altra giornata importante, perché io li vedo allenarsi, vedo lo spirito che hanno, incomincio a sentir parlare gli altri bene del Venezia e dei nostri giocatori, e questo mi rende molto felice”.
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