Mercato Hellas Verona, Setti: “Se Iturbe volesse tornare lo accoglieremmo a braccia aperte! E Cassano…”
martedì 6 Giugno 2017 - Ore 12:00 - Autore: Gabriele Fusar Poli
Un Hellas uno e trino: «Per me quei due sono malati. Non smettono mai di pensare al calcio, a quello che devono fare». Maurizio Setti parla con pochi freni, nel giorno del suo cinquantaquattresimo compleanno. Un appuntamento festeggiato insieme alla Serie A ritrovata, per il presidente gialloblù. Si racconta negli studi di Radio Verona, l’imprenditore carpigiano, proprietario del club dal 2012. Lui, dei tre di cui dice, è uno. Gli altri sono Fabio Pecchia e Filippo Fusco. Presidente, allenatore, direttore sportivo.
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L’allenatore, il ds, la macchina amministrativa: «Ci sono 35 persone che lavorano per il Verona, la media di età è di 30 anni», spiega il patron, e lascia affisso alla parete il disegno di una società che è fatto di risorse proiettate nel futuro. Un futuro che passa per le strutture, pallino che Setti porta avanti con fervore, sia per quanto concerne il centro sportivo che per un rinnovamento del Bentegodi («Ma uno stadio privato è un’utopia», precisa).
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Gli domandano di Antonio Cassano e fa: «Una bella suggestione, vedremo», perché prima le priorità sono altre. Poi stoppa qualsiasi indiscrezione su Daniel Bessa: «È incedibile, se mi offrono cinque milioni per lui non li accetto. Sarà uno dei nostri pilastri», chiarisce. E va a dama sul nome squisito di Juan Manuel Iturbe, il gioiello forse-senza-forse più luminoso dei suoi cinque anni da presidente dell’Hellas: «Lo abbiamo lanciato noi, lo conosciamo bene, a Roma capita di perdersi. Se volesse tornare lo accoglieremmo a braccia aperte. Ma dipende, appunto, dalla Roma…».
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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