Venezia-Feralpisalò, Michele Serena: “Venezia e Mestre capoliste, una festa totale per la città”
martedì 4 Aprile 2017 - Ore 08:00 - Autore: Alessandro Andreani
Mister Michele Serena, domenica avete fatto, anche se involontariamente, un “regalo” al Venezia, nel senso che, con la vostra vittoria sul Padova, il vantaggio dei lagunari in classifica, proprio nei confronti della squadra patavina, è aumentato. Al di là di questo, com’è andata la partita?
“Innanzitutto, non abbiamo fatto a nessuno, perché penso proprio che il Venezia non ne abbia bisogno, dato che hanno qualità tali da potersela giocare tra loro. Abbiamo solo cercato di fare il nostro, perché anche a noi servono punti per raggiungere quello che è il nostro obiettivo, anche se è indubbiamente più piccolo rispetto a quello del Venezia, del Padova e del Parma. Per quanto riguarda la partita: è andata bene, abbiamo fatto un’ottima gara, che ci ha permesso di poterla vincere”.
Come stanno andando le cose nella Feralpisalò, da quando è stato richiamato?
“E’ una realtà ottima per poter lavorare nella maniera giusta, anche se, in questo momento, quello che ci manca è una certa continuità che ti permette di recuperare posizioni e di fare punti, che sono poi quelli che fanno la classifica, quella continuità necessaria per ambire a traguardi importanti”.
Forse dipende dal fatto che, appunto, la stagione stessa è stata discontinua, cosa inevitabile proprio perché c’è stato, in corso, un avvicendamento in panchina?
“Credo che la continuità sia mancata sin dall’inizio, perché altrimenti credo che non avrebbero neanche pensato di fare il cambio, alla guida tecnica. Pensavamo di poter cambiare marcia da subito, invece stiamo incontrando delle difficoltà, da questo punto di vista”.
Mercoledì vi aspetta una prova tosta, quella contro il Venezia, squadra che in passato ha allenato; che effetto pensa le farà ritrovarla da avversario, tornare in questa veste al Penzo, da quello che è stato il suo pubblico?
“Sinceramente non lo so, perché è la prima volta che mi capita di tornare a Venezia da avversario. Non mancheranno i ricordi, perché è il posto da dove ho spiccato il volo dapprima da calciatore, poi da allenatore, ed in quest’ultima veste sono arrivato in due differenti situazioni, entrambe però difficili e particolari. Sicuramente ritroverò tanta gente che conosco, con la quale ho condiviso anche le esperienze precedenti”.
Per quanto riguarda la partita in quanto tale, ovviamente lei sa che affronterete la prima della classe. Quindi che tipo di match si prefigura?
“Proprio così, io sono consapevole che il Venezia è una squadra molto forte, più di noi, lo dicono i 26 punti di differenza che ci sono in classifica tra i lagunari e noi. Inoltre sarà, per noi, la seconda partita in tre giorni, poi noi non abbiamo sicuramente la rosa che ha il Venezia, che può permettersi di fare dei cambi senza per questo modificare il valore della squadra, nel suo complesso. Prevedo una partita difficile, come lo era, del resto, quella contro il Padova, durante la quale, però, ho avuto un’ottima risposta dai miei ragazzi e spero di riaverla anche mercoledì”.
Come sa, oltre al Venezia c’è anche il Mestre che ambisce alla promozione, ognuna nelle rispettive categorie. Che effetto le fa sapere che, nel territorio veneziano, ci sono due squadre differenti ma con il medesimo sogno?
“Proprio nell’allora Mestrina io ho mosso i primi passi, o meglio i primi calci. Ci pensavo proprio pochi giorni fa al fatto che queste due squadre sono orientate, anzi penso ormai destinate, perché c’è poco spazio per gli altri, a vincere i rispettivi campionati. Direi che è una festa totale per la città. Anche se sono due città, Mestre e Venezia appunto, in realtà è una , considerando il territorio della provincia. Quindi sono contento di questo, perché è un risveglio dello sport in città, appunto, il fatto di avere queste squadre con ambizioni uguali, in categorie diverse, e spero vivamente, anzi penso che l’anno prossimo non si farà il derby”.
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