Venezia-Samb, Perinetti: “A ritmi bassi siamo più scontati e prevedibili!”
lunedì 10 Ottobre 2016 - Ore 14:00 - Autore: Gabriele Fusar Poli
Né la difesa, che per la prima volta ha concesso due reti agli avversari, né gli attaccanti che hanno nuovamente rinviato l’appuntamento con il gol. E tantomeno le polemiche contro l’arbitro sollevate dai dirigenti avversari. Dopo il 2-2 in doppia rimonta con la Sambenedettese al ds Giorgio Perinetti interessa solo capire il perché dell’approccio soft del Venezia (anche) contro i marchigiani. Il dirigente lagunare è assolutamente sereno nella sua analisi, ma la volontà di confrontarsi subito con il presidente Tacopina, mister Inzaghi e i giocatori l’ha spinto a declinare (per ora) l’invito della Federazione albanese ad assistere dal vivo alla continua crescita della Nazionale allenata dal trevigiano De Biasi. «A ritmi bassi siamo più scontati e prevedibili, i picchi che invece possiamo raggiungere mettendoci tanta intensità l’abbiamo visto nel secondo tempo. A quella velocità poche squadre possono tenere il passo del Venezia, per questo non c’è motivo di avere troppa paura o timori reverenziali. L’approccio era stato migliore a Pordenone, stavolta siamo tornati in noi sotto di due gol. Eppure la determinazione c’è ad ogni allenamento, basta vedere che abbiamo perso Malomo e Fabiano in partitella». La Sambenedettese ha protestato per i due rigori e per il 2-2 con mano galeotta di Bentivoglio. «Bentivoglio si è buttato dentro e se tocco c’è stato credo che l’involontarietà sani il difetto. I primi rigori ci sono arrivati solo all’ottava giornata, quello su Marsura è sacrosanto, quello su Geijo si può discutere, ma da qui a gridare allo scandalo ce ne passa. Il calcio toglie e dà, l’abbiamo visto noi ad Ancona e comunque dalla D alla Lega Pro il salto di qualità degli arbitri è evidente». Nel finale Facchin ha salvato almeno il 2-2. «Bravo lui che d’altra parte è lì per quello, potevano vincere entrambe le squadre ma il Venezia ha fatto più della Samb colpendo tre pali e una traversa. Con Domizzi non avremmo preso due gol così ma succede, ora abbiamo trovato un assetto a due punte che segneranno senz’altro. Geijo, non scherziamo, è un grande giocatore, ci mancherà Fabiano ma abbiamo Tortori e Edera. Fino a gennaio la rosa è questa, e dopo gennaio sarà ancora questa». Venerdì la squadra ha regalato agli ultras lo striscione “VeneziaMestre 1987”, esposto al Penzo. «Un gesto simbolico perché con i tifosi si sta instaurando una bella unione. Questa squadra si fa amare per carattere e attaccamento senza tirarsi mai indietro. Una compattezza fondamentale».
(Fonte: Gazzettino)
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