Vicenza-Casertana, Siega: “Che rabbia l’espulsione, non ho fatto nulla!”
lunedì 8 Agosto 2016 - Ore 14:40 - Autore: Gabriele Fusar Poli
Rabbia (di Siega), amnesia (dell’arbitro), insensatezza (della doppia ammonizione). C’è un po’ di tutto nel racconto del biancorosso Nicholas Siega, protagonista nel finale di gara con l’espulsione, la prima in carriera, che lo costringerà a saltare Empoli-Vicenza. Il giocatore si presenta per le interviste e non nasconde l’umore. «Sono nero – spiega – per quell’espulsione. Mi vedete abbozzare un sorriso ma sono veramente arrabbiato e pure incredulo per quel che è successo». Che ha fatto di tanto grave? «Un bel niente. C’era una situazione di confusione prima che la Casertana battesse la punizione. Io ero lì, vicino al direttore di gara e mi sono visto sventolare questo cartellino giallo, il secondo, poichè nel primo tempo ero già stato ammonito. Non so – prosegue – se l’arbitro abbia sentito qualche parola, ma io davvero non ho fatto niente. Non ho protestato, non mi sono messo davanti al pallone. Chissà cos’ha visto o sentito. E in più – ancora più curioso questo retroscena – l’arbitro si era inizialmente dimenticato di avermi già ammonito, così la seconda volta pensava fosse il primo giallo per me. Si vede che l’assistente l’ha corretto, oppure l’arbitro stesso si è accorto dell’errore un attimo dopo, e a quel punto mi ha spedito fuori. Sono ancora allibito e mi dispiace non aver chiuso la partita al fischio finale».Siega, che in questo precampionato appare come uno dei giocatori più in forma a disposizione del tecnico Lerda («mi sento molto bene e già contro il Pescara ho avuto la prova che sono ad ottimo punto nella preparazione, anche parlando con lo staff»), è dispiaciuto per la propria assenza ad Empoli. «Mi pesa non esserci, perchè al prossimo turno cresce la posta in palio, la gara è più importante, giochiamo contro un avversario di diverso livello. Spero che i miei compagni vincano e in qualche modo vendichino la mia espulsione. Intanto mi godo il risultato e la prestazione della squadra. A parte il calo mentale sul 3-0, perchè eravamo consci di essere nettamente superiori, possiamo dirci soddisfatti. Stiamo crescendo un po’ tutti e nel primo tempo siamo stati quasi perfetti sul piano dell’intensità».Siega, originario di Novara, si sta ambientando a Vicenza, dov’è arrivato circa un mese fa. L’esterno svela un particolare. «Sono molto credente e il tatuaggio più importante che ho (ne ho 7 in tutto), che si trova sul braccio sinistro, lo testimonia». Si tratta della Madonna col bambino. «E però ho subito capito che qui la bestemmia è molto usata…». La infastidisce? «No, in realtà sono molto aperto e tollerante. Io vado per la mia strada, credo profondamente ma rispetto il pensiero di chi non è come me».
(Fonte: Giornale di Vicenza)
Commenti
commenti