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Venezia, Tacopina: “Sabato una grande festa, ma adesso ci servono veri tifosi! Sul nuovo stadio e sul Mestre…”

mercoledì 12 aprile 2017 - Ore 16:22

Il Venezia è ad un passo dalla B. Tacopina ha mantenuto la promessa fatta meno di due anni fa. E per questo motivo sabato, il numero uno del club lagunare, vuole vedere il Penzo pieno. Concetto espresso con molta carica dal presidente arancioneroverde, attraverso un incontro con la stampa durato una cinquantina di minuti.
“Ho in mente da un po’ di tempo una cosa importante per la comunità.  Non immaginavo che saremmo stati a questo punto dopo il grande weekend che abbiamo vissuto. Sicuramente è un bellissimo momento per tutti, squadra, società , città e tifosi. Ma voglio fare un appello ai nostri tifosi: abbiamo sempre detto che è un progetto di cui la gente sarà orgogliosa, a lungo termine,  soprattutto però appartiene alla comunità. Fin dalla mia prima conferenza, nel 9 ottobre 2015, mi vedevo più come custode di questa società che come proprietario. Il Venezia sarà presente anche quando non ci sarò più, e nel caso dovessi andarmene, voglio accertarmi di aver lasciato le basi di un progetto serio, in grado di autososterersi e valido anche nel lungo periodo. Abbiamo fatto tutto ciò che avevamo promesso e anche di più. Ma non voglio darmi pacche sulle spalle, dire solo ciò che è ovvio: solo venti mesi fa, il Venezia non esisteva più. Anche se è un club con una storia gloriosa alle spalle,  che dura da più di cento anni, non aveva comunque una sostanza. Soprattutto nel mondo del calcio, tante persone parlano molto e poi non sostengono le parole con i fatti. Io, invece, sono ossessionato ogni giorno, perché voglio mantenere le mie promesse. L’ho fatto nelle mie precedenti esperienze con i due club, e voglio farlo anche qui. E’ l’unico modo per alimentare un progetto incredibile e creare una idea che vada di pari passo con la mentalità della città. Adesso siamo al punto che, dopo due anni, abbiamo ottenuto due promozioni, e nessuno può mettere in dubbio la serietà di questo progetto. Abbiamo fatto qualcosa di veramente speciale soprattutto quest’anno, perché l’ultimo caso in cui è capitato di essere promossi in due anni dalla D alla B è capitato 57 anni fa. Noi continuiamo e continueremo a fare il nostro lavoro. Lunedì sera abbiamo festeggiato, ma martedì mattina alle 9 eravamo già in ufficio a lavorare. Questo è un progetto la cui responsabilità non è solo della proprietà, ma anche della città, della società e dei tifosi. Anche il sindaco Brugnaro ci ha accolto benissimo ed è responsabile del nostro successo almeno quanto lo siamo noi. I nostri tifosi, come ho sempre detto, sono veramente lodevoli, perché sono stati maltrattati per moltissimi anni, e non era facile essere tifosi del Venezia in questo periodo. Quindi abbiamo bisogno che i tifosi facciano la loro parte. Per me questi supporters, di cui abbiamo uno zoccolo duro sempre presente in casa ed in trasferta, sono i veri fans, perché sanno stare vicini alla squadra nei momenti belli ed in quelli difficili. Anche se ultimamente i momenti duri sono stati maggiori, adesso la situazione sta cambiando. I veri tifosi del Venezia continueranno ad essere orgogliosi di noi perché stiamo continuando a crescere. Io apprezzo veramente ed amo molto i tifosi che sono sempre al Penzo, sia che ci sia pioggia, vento, e dico grazie, perché sono parte del Venezia quanto lo sono io. Ma ci sono anche tifosi che sembrano tifosi “di convenienza”. Quando abbiamo giocato contro il Padova era sold-out, quando abbiamo giocato col Parma quasi. Se tu sei veramente un tifoso del calcio in generale, non puoi non essere entusiasta di questa stagione, perché è davvero straordinario quello che sta accaddedo. Tra qualche anno, quando giocheremo contro Juventus o Inter, tutti vorranno venirci a vedere, e sarà difficile trovare un biglietto. Ma comunque: quando sono stato a Bassano, lo stadio era pieno, come ogni domenica, credo. Anche quando si va a Padova e Parma si vedono tanti fans ogni volta. Non ho bisogno in questo momento di tifosi che faranno parte del nostro progetto quando saremo in serie A. Io voglio veri tifosi ADESSO. In differenti momenti, sia Inzaghi che Perinetti sono venuti da me e mi hanno detto: vogliamo più gente allo stadio, e non capiamo come mai non accada, perché abbiamo perso solo una partita nel 2017. E loro, che hanno più esperienza calcistica di quanto non ne abbia io, sono sorpresi che non ci sia il pienone, per la stagione che stiamo facendo. Non dico di essere infastidito da questo, voglio solo dare una “sveglia” alla gente e dire: “ehi, stiamo facendo qualcosa di veramente importante”. Disputiamo solo diciotto partite in casa all’anno. Capisco che l’anno scorso la situazione potesse essere diversa, perché magari avevano bisogno di capire se quanto annunciato si traducesse in fatti, ma adesso le cose stanno diversamente. Alla fine, non è così complicato venire al Penzo: ci sono mezzi pubblici e barche organizzate da noi. Non dico nulla di nuovo rispetto al passato, ma è il momento di sottolinearlo con forza, perché il momento che stiamo vivendo è davvero speciale. Ci mancano ancora tre gare in casa, tra campionato e Coppa Italia, ed io credo che Inzaghi e squadra meritino di avere lo stadio pieno. Così ripeto: TUTTI ALLO STADIO! Noi abbiamo una mentalità diversa e vogliamo che cambi anche il modo di pensare. Quando arriveremo ad avere lo stadio nuovo, sarà dura avere un biglietto, perché non sarà uno stadio da moltissimi posti.  I tifosi che ci sono fedeli, sono quelli di cui avrò maggior cura. Poi, essendo Venezia una città con decine di milioni di turisti all’anno, quando avremo la struttura nuova non avremo solo lo stadio, ma anche il centro commerciale, e la gente vorrà vederlo. Per questo dico: con tanti turisti e l’offerta del nuovo stadio con centro commerciale annesso, sarà dura trovare un biglietto. Ma ripeto: se sei un vero tifoso, non puoi non esserlo adesso. Quello che stiamo costruendo in questo momento è la cosa più eccitante in assoluto. Faccio un esempio: logico che i social network non siano la vita reale, ma avere tutte le reazioni, le interazioni che la gente fa ai nostri post, ne è la prova”. Il Venezia è ad un passo dalla B. Tacopina ha mantenuto la promessa fatta meno di due anni fa.

C’è un’altra realtà nel territorio, il Mestre, che sta per essere promosso ed ha uno stadio più comodo da raggiungere. Lei è preoccupato che faccia concorrenza? “Io ho molto rispetto per il Mestre, e mi congratulo con loro. Sono felice per loro, e una volta sono pure andato a vedere una partita. Ma noi siamo il Venezia Football Club, e non c’è nessun altro club che mi spaventa, perché sono pochi quelli che possono fare quello che noi faremo. Ripeto: rispetto profondamente il Mestre, ma non lo vedo come un competitor. Io ho come modello quello del Real Madrid, che ho anche studiato, ed il prossimo mese andremo a Madrid con i nostri manager, perché sono l’organizzazione sportiva con più successo al mondo. Anche i manager del Real Madrid ci hanno detto che stiamo facendo qualcosa di speciale. Eppure, solo il  tre per cento dei tifosi è spagnolo, il resto è in tutto il mondo. Se noi avessimo questi numeri sarebbe davvero notevole. Noi siamo un brand internazionale, faremo un camp in Irlanda, saremo sempre fedeli alla società veneziana ed alle sue tradizioni”.

Ha mai chiesto al tifoso del Venezia che cosa vuole in realtà? “Non c’è nessun presidente disponibile come me, io sono sempre pronto a stringere la mano e a chiedere che cosa possiamo fare. Noi stiamo facendo tutto quello che possiamo per i tifosi, loro ci dicono che vogliono lo stadio nuovo ed io rispondo: lo so. Mi ricorderò sempre due anni fa quando ho visto per la prima volta il Penzo…”

Quindi sabato tutti al Penzo e poi fare festa? “I veneziani amano fare festa, quindi attenzione agli spritz (ride, ndr). Scherzi a parte: siamo stati presi un po’ alla sprovvista perché pensavamo di arrivare al traguardo tra due o tre settimane. Comunque al termine della stagione festeggeremo, lo faremo in maniera pianificata ed importante”.

Quanto alle  dichiarazioni di Brugnaro durante il punto-stampa di ieri a Ca’Farsetti: “Anche per il Comune è un bel business la costruzione del nuovo stadio, perché pagheremo terreni che nessuno sta usando e pagheremo molte tasse ogni anno. E creeremo molti posti di lavoro. Abbiamo già i rendering, il progetto, ma non voglio essere irrispettoso nei confronti della città e quindi, quando arriverà il momento giusto, presenteremo il progetto. Ma non ho ancora una data precisa”.

Ci sarà un bando internazionale per acquistare i terreni. “Non vedo come possa esserci l’interesse ad acquistare i terreni da parte di chi non ha una società di calcio”.

Ci sarà il cosiddetto “bando all’italiana”?… “Posso dirlo? Questo paese è molto strano, lo dico perché i miei genitori erano italiani”.

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